Sulla Siria il vescovo Agostinelli bacchetta il presidente Obama
Alla messa prefestiva il presule di Prato ha scandito: «Il nostro digiuno deve essere una clamorosa protesta contro chi si crede padrone del mondo e quindi autorizzato a decidere della vita degli altri»
PRATO. Mentre il vescovo Franco Agostinelli durante l'omelia della messa prefestiva, oggi pomeriggio, 7 settembre, ricordava che «il nostro digiuno deve essere una clamorosa protesta contro chi si crede padrone del mondo e quindi autorizzato a decidere della vita degli altri», molti politici hanno deciso di fare proprio l'appello di papa Francesco.
Lamberto Gestri, presidente della Provincia ieri ha cercato di osservare il digiuno mangiando poco e negli orari dei pasti, più rigoroso l'assessore comunale Giorgio Silli che ha interpretato la richiesta del pontefice in modo più restrittivo. «E' come se fosse venerdì Santo, è dura arrivare a sera ma penso che sia giusto offrire un sacrificio al Signore, del resto ho sempre rispettato i precetti della Chiesa».
E di sacrificio ha parlato anche il vescovo ricordando che «digiuno e preghiera sono un piccolo ma importante contributo perchè il dono supremo della pace sia per tutti i popoli».Una visione più laica, invece per Simone Tripodi capogruppo Pd alla Circoscrizione Est. «Ho aderito a questa forma di protesta perché ci sono momenti in cui bisogna fermarsi e riflettere oggi non si può essere indifferenti a queste parole di pace perché come diceva Gramsci l'indifferenza è abulimia, è parassitismo è vigliaccheria non è vita». Anche il consigliere provinciale del Pdl Andrea Bonacchi ieri non ha mangiato: «Rispondo con convinzione e personale partecipazione all'appello del Papa e del Vescovo affinchè venga scongiurata la guerra folle e pericolosissima in Siria».
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