Il dolore
La sfida del Pinot nero è vincere la crisi
Raccolta eccezionale per i vini del marchese Pancrazi che teme però le difficoltà dei mercati
MONTEMURLO. «Pinot nero 2013 eccezionale ma a chi si venderà?» .
Al termine della vendemmia il marchese Vittorio Pancrazi, contitolare della tenuta di Bagnolo, è molto soddisfatto della qualità e della quantità delle uve raccolte sulle pendici del monte ferrato , ma allo stesso tempo nutre molte perplessità sul futuro del suo pinot nero se non cambierà la situazione economica del nostro paese . Ma ora torniamo alla vendemmia, conclusasi proprio ieri dopo una settimana grazie alla ventina di addetti, con la supervisione del fattore Fabio e del’enologo Niccolo D’Afflitto. «Qualità e quantità eccezionali, grazie alla stagione davvero ottimale per la crescita delle uve, giugno caldo, luglio piovoso e e un agosto bello, ma soprattutto è stata fondamentale l’irrigazione automatica nelle vigne» spiega Pancrazi.
La qualità consentirà di mettere in bottiglia anche la riserva 2013 Vigna Baragazza, mentre verrà aumentata la produzione del rosato, che l’anno scorso è stato tanto richiesto dal mercato, così come il San Donato prodotto nell’altra fattoria dei marchesi Pancrazi a Calenzano, dove è stato deciso di aumentare la superficie vitata.
«Qui a Bagnolo invece sta crescendo al meglio la nuova vigna dello Sbaglio, che darà il primo Pinot tra due anni» continua il marchese Vittorio, preoccupato per l’andamento del mercato, nonostante che il pinot nero abbia una fascia di clientela estera molto “affezionata”, soprattutto negli stati uniti e in russia, mentre l’Italia risente del periodo congiunturale sia sui tavoli del ristorante che per il consumo famigliare.
Per finire l’olio di Bagnolo, che quest’anno ha vinto l’ultimo concorso indetto dalla provincia per il miglior olio pratese, sta crescendo molto bene.
Riccardo Tempestini
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