Il Tirreno

Prato

Al Mercatale il rumore fa arrabbiare i residenti

di Barbara Burzi
Al Mercatale il rumore fa arrabbiare i residenti

Sta per partire una petizione ma in molti affermano che è meglio convivere con casse acustiche alte piuttosto che sopportare degrado e microcriminalità

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PRATO. Il chiasso arriva sul banco degli imputati del tribunale dei residenti di piazza Mercatale. Dopo aver combattuto a lungo contro il degrado e la microcriminalità che avevano preso in ostaggio l’area dei giardini, gli abitanti della zona si lamentano dei volumi - a detta di alcuni troppo alti - della musica, che in queste sere di spettacoli ed eventi legati al “Settembre pratese” risuona nella piazza. Difficile trovare il giusto punto di equilibrio tra la necessità di rivitalizzare il centro storico e le pretese di quiete avanzate da chi ci abita.

Dario Ponzecchi, residente, non gira tanto intorno al problema: «Non è musica, ma rumore che rimbomba nelle nostre orecchie dalle cinque del pomeriggio in poi, immaginarsi cosa significa conviverci per un così prolungato periodo di tempo: la cosa più fastidiosa non è tanto lo spettacolo nell’arena, quanto la musica che proviene dagli stand che non rispettano gli orari e le regole andando avanti spesso fino a tarda notte. Più che il settembre pratese sembra di essere alla festa della birra». Qualcuno, insomma, comincia a spazientirsi, anche perché i primi disagi si sono cominciati a sentire già a fine agosto con lo smantellamento dei parcheggi per montare le gradinate e l’inversione del senso di marcia: «Se bisogna stare in un caos così per un mese, non mi va più bene: che vadano nel Macrolotto a fare questo baccano! Non sono contrario agli eventi, ma in questo contesto, vedrei meglio iniziative più tranquille come dibattiti e serate a tema». Da qualche giorno una petizione sta circolando tra le famiglie della zona per protestare contro una situazione che alcuni ritengono insopportabile, specie le persone più anziane. «La firmerò senz’altro – dice Leda Giusti – abitando in un appartamento vicino alla Camera del lavoro, proprio davanti al palcoscenico centrale, mi tocca chiudere le finestre e sopportare il caldo se voglio riuscire a riposare o dormire un po’. Dal nervoso mio marito si stava sentendo male. E’ vero che si tratta di venti giorni soltanto, però nessuno pensa alle persone anziane e alle famiglie con bambini: basterebbe abbassare il volume delle casse».

Se da una parte, contro il rumore, è partita una raccolta firme, dall’altra, c’è chi guarda con favore a iniziative popolari come queste, a costo di dover parcheggiare l’auto un po’ più lontano, sopportare il disagio di non poter scaricare la spesa sotto casa o abituarsi a un’acustica più amplificata del solito. «Meglio l’evento del degrado che c’era prima – afferma Mirko Mannelli, un 38enne che abita nei pressi della farmacia – mi piacerebbe ci fosse una continuità: magari se ci fossero più iniziative e dilazionate nel tempo, anche quelli che si lamentano la prenderebbero diversamente». C’è chi fa notare che spostare manifestazioni come questa in luoghi alternativi al centro non avrebbe senso. La presenza stimata di cinquemila persone in una sera significherà pur qualcosa. «Queste serate attirano tanta gente anche da fuori Prato – spiega Sandra Mannini del bar Antico caffè, all’angolo di piazza Mercatale - e sono tutte persone che, se sono state bene, torneranno per fare acquisti, a beneficio delle attività commerciali». «E’ vero, la musica è un po’ alta - aggiunge Alessandro Moggi – ma preferisco un centro vivace al degrado, anche a costo di sopportare qualche disagio in più. Anzi, sarei contento che i negozi restassero aperti anche dopo cena. La città con tanta gente è più bella e quando cammino per strada mi sento più sicuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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