Sicurezza
E gli italiani riprendono il bar dei cinesi
Nuova gestione del Caffé Bacchino in piazza delle Carceri: anche gli orientali sentono la crisi
PRATO. Ha 23 anni ma già s'è fatto le ossa, avendo lavorato per i bar del gruppo Miraglia. E ora Anton Giulio Campagni può aprirne uno tutto suo in centro storico, avendo rilevatol’insegna del caffè “Bacchino” dopo due anni e mezzo di gestione affidata a titolari cinesi.
«Mi è capitata l’occasione, ovvero aprire un’attività in quella che diventerà una delle più belle piazze del centro storico - racconta Campagni - La pedonalizzazione di piazza delle Carceri significherà per il mio bar la possibilità di mettere i tavolini all’aperto. Ne ho già parlato con l’assessore Caverni e non dovrebbero esserci problemi».
Il nuovo gestore, che appartiene a una famiglia piuttosto nota a Prato (è figlio dell’avvocato Franco Bruno Campagni), è conosciuto anche per aver lavorato nei bar “San Francesco” in via Santa Trinita e “Crema” in via da Filicaia. Grazie a lui lo storico caffè “Bacchino” (che ha due ingressi, uno in via Cairoli e l’altro nella piazza), ritornerà così a nuova vita grazie ai lavori di ristrutturazione che sono andati avanti per tutto il mese di agosto e che lo hanno trasformato in un locale all’avanguardia (la festa d’inaugurazione si è svolta ieri pomeriggio).
«Saremo un bar a 360 gradi, che punterà sulle colazioni e sugli aperitivi, prolungando l’orario di apertura serale - annuncia il giovane titolare - E non è escluso che diventeremo punto pranzo con la sistemazione dei tavolini all’aperto, appena finiranno i lavori in piazza».
Non capita spesso che un bar ritorni sotto la gestione italiana dopo una parentesi con titolari cinesi: ma la crisi, evidentemente, non risparmia nemmeno gli esercizi orientali.
Ora il caffè “Bacchino” tornerà a parlare pratese e annuncia grandi progetti: dovrà convivere ancora per qualche mese con il grande cantiere a cielo aperto che è piazza delle Carceri. Un cantiere che sembrava dovesse chiudersi prima di quanto in effetti avverrà.
«La scelta del centro storico non è casuale - conclude Anton Giulio Campagni - E’ il cuore della mia città: devono essere i commercianti i primi a valorizzarlo e a scommettere sul futuro della loro attività». (m.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
