Il Tirreno

Prato

Da Londra a Parigi in bici e tanti imprevisti

di Alessandra Agrati
Da Londra a Parigi in bici e tanti imprevisti

Due coppie pratesi hanno percorso circa quattrocento chilometri su strade alternative

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PRATO. Forza nelle gambe, ma anche tanta determinazione. Mario, Bice, Alessio e Daria in una settimana hanno percorso in bicicletta oltre 400 chilometri, quelli che separano Londra da Parigi, lungo percorsi lontani dalle strade principali e completamente immersi nelle campagne. Un equipaggio essenziale: due maglie, un paio di pantaloni lunghi, tre felpe, un paio di scarpe da ginnastica e la mantella per la pioggia tutto riposto all'interno di due borsoni collocati al portapacchi posteriore della bicicletta. «E' stato un viaggio interamente programmato da noi – spiega Bice – c'era anche la possibilità di aggregarsi a gruppi, dove l'organizzazione pensava ad ogni cosa, trasporto dei bagagli compreso, ma abbiamo preferito studiare le tappe in base alle nostre forze e ai nostri interessi». Bice che ha 49 anni insieme a Mario, dieci di più, sono degli sportivi; alternano discese in grotta, camminate e spostamenti in bici, quindi abituati a contare esclusivamente sulle proprie forze adattandosi anche ai capricci della natura. «Questa è stata la prima volta che abbiamo fatto un tragitto così lungo; ci siamo resi conto che per una settimana eravamo proprio figli della strada, lì abbiamo passato la maggior parte del nostro tempo. Mi sono accorta che la programmazione, quando si viaggia in bici, è fondamentale; a fine giornata dieci chilometri in più per trovare un posto da dormire possono essere fatali per l'umore e il fisico». Il primo giorno di marcia, da Londra verso il sud della Gran Bretagna, la comitiva non ha trovato da dormire nel posto in cui aveva progettato di fermarsi. «Il giro che abbiamo fatto – continua Bice – non è conosciuto così anche le informazioni che eravamo riusciti a trovare prima di partire non erano precisissime, per fortuna mentre consultavamo la carta geografica un ragazzo si è avvicinato per aiutarci; ci ha accompagnato a casa sua dove tramite internet ha trovato una sistemazione. La strada per arrivarci era complicata così ha deciso anche di accompagnarci». I freddi inglesi si sono dimostrati sempre gentili e premurosi; due giorni dopo, prima di traghettare verso la Francia una coppia ha capito le difficoltà degli italiani nel trovare una sistemazione e così ha rimediato in paese un camioncino dove ha caricato le bici. «Ci hanno portati in un bed & breakfast a 20 Km di distanza, se non ci avessero aiutato avremmo dovuto dormire sul ciglio di una strada». Viaggiare in bicicletta permette anche di vedere il paesaggio in modo diverso. «Non eravamo a fare le corse – spiega Mario – così abbiamo seguito un ritmo da cicloturisti; pedalare con tranquillità e fermarci a vedere quello che ci piaceva, fermarsi a parlare con le persone per capire come si vive in altri Paesi». Un'esperienza doppia, visto che arrivati in Francia è cambiato il paesaggio, ma anche la gente. «Ci sono molte più strutture – sottolinea Daria – ma le persone sono un po' più fredde». Tante le emozioni, la fatica, ma anche le soddisfazioni. «Arrivare a Parigi è stato un trionfo – ricorda Alessio – ovviamente ci siamo concessi il lusso di passare sugli Champs-Élysées alzando le braccia al cielo». Un modo diverso di fare una vacanza che probabilmente sarà ripetuto il prossimo anno. «Devo ancora perfezionare alcuni particolari – conclude Bice – come ad esempio trovare il modo di avere una tenda e un sacco a pelo per le emergenze oltre a trasportare la nostra bici. Questa volta le abbiamo affittate, ma non è lo stesso è come sciare con gli scarponi a noleggio». L'itinerario. Londra: Redhills, Heathfield, Newhaven Brighton imbarco; Francia: Dieppe,Gisors, Nanterre, Paris

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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