Proteste
Via Zarini, partono le polemiche
Commercianti e artigiani preoccupati per i sensi di marcia e il taglio ai posti auto
PRATO. La rivoluzione del traffico tra via Zarini, via del Castagno e via del Romito comincia tra le polemiche. Mentre la nuova viabilità prende forma, artigiani e i commercianti della zona si sono già messi le mani nei capelli preoccupati di andare incontro a uno scenario catastrofico per le loro attività. Posti auto “mangiati” dalla nuova pista ciclabile lungo via del Castagno da una parte e l’inversione del senso di marcia in via del Romito, nel tratto di strada tra via Marcovaldi e via Zarini, dall’altra, penalizzerebbero le piccole imprese.
«Con l’inversione del senso di marcia in questo tratto di strada, da via del Romito non si entrerà più in via Zarini – afferma Piero Giacomelli rivenditore di forniture termosanitarie all’angolo tra via Zarini e via del Romito – di conseguenza, richiamo di perdere la rendita di posizione di cui l’attività gode affacciandosi su una strada finora molto trafficata, nel punto in cui le automobili sostano al semaforo». Con la crisi dei consumi, ogni cliente “vale oro”. «Le aziende - aggiunge - sono in condizioni disperate: la gente spende sempre meno, solo per estrema necessità e i costi da sostenere sono sempre più alti. Non è certo questo il modo di aiutare le piccole imprese del territorio che fanno il possibile per resistere aperte». Protesta anche Augusto Ciarnese, rivenditore di pneumatici con l’attività in via Zarini. Anche lui teme di veder calare il proprio giro d’affari. «Come azienda – dice – siamo stati pesantemente penalizzati: che senso ha invertire il senso di marcia in via del Romito per cinquanta metri? Chi viene da Piazza San Marco e imbocca via del Romito, per trovarci, dovrà fare un giro complicatissimo – spiega - questo ci crea un danno economico spaventoso se si pensa che si tratta di potenziali clienti che rischiamo di perdere. Senza contare che i soldi spesi per realizzare la pista ciclabile potevano essere senz’altro investiti per favorire le piccole imprese impiegandoli, per esempio, nel rifacimento del manto stradale. Tutto questo per noi non ha senso, pretendiamo delle risposte». Intanto qualche commerciante sta già pensando di organizzare una raccolta firme che coinvolga anche i residenti. «Mi sono trasferita in questo fondo in via del Castagno un paio di anni fa, dover traslocare da un’altra parte mi creerebbe notevoli disagi – afferma Stefania Stefani, della sartoria Mes Amis – il punto è che per realizzare la pista ciclabile non mi hanno lasciato nemmeno la sosta di carico e scarico, né un passaggio pedonale per i clienti, nonostante l’abbia richiesto più volte».ba.bu.)
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