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Prato

Inchiesta su tre fallimenti, Riccardo Fusi agli arresti domiciliari

Inchiesta su tre fallimenti, Riccardo Fusi agli arresti domiciliari

L’ex patron dell’impresa di costruzioni Btp è accusato di bancarotta fraudolenta in relazione al crac di tre società del gruppo, nel 2012. Indagini partite da quelle sulla "cricca" del G8. Contestata una distrazione di 13,5 milioni di euro. Tra gli indagati l'ex direttore generale della Provincia di Prato

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PRATO. L'ex patron del gruppo di costruzioni Btp (Baldassini Tognozzi Pontello) Riccardo Fusi è da ieri, mercoledì 4 settembre, agli arresti domiciliari. L'accusa è di bancarotta fraudolenta. L'inchiesta riguarda le operazioni condotte da tre società del gruppo - la Alfieri, la Gr Partners e la Finmari - dichiarate fallite dal tribunale di Firenze il 6 giugno 2012. L'indagine è uno sviluppo degli accertamenti sulla cosiddetta “cricca” del G8, procedimento per il quale Fusi è stato condannato a Roma con Angelo Balducci, Fabio De Santis e Francesco De Vito Piscicelli.

La misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata disposta dal gip Angelo Antonio Pezzuti su richiesta del pm Luca Turco. Indagati, a vario titolo, anche quattro amministratori delle società Gr Partners e Finmari. La procura di Firenze contesta a Fusi la bancarotta per distrazione in concorso di oltre 13,5 milioni di euro. Tra il 2006 e il 2009, secondo l'accusa, la Gr Partners, di cui Fusi era amministratore di fatto, avrebbe distratto la somma
di 12,7 milioni di euro effettuando finanziamenti in favore della partecipata Finmari eccedenti rispetto alla sua quota di partecipazione, pari al 10%. Parte del denaro, proveniente in gran parte dal sistema bancario, sarebbe stato destinato a titolo di restituzione di finanziamento a Fusi, per una somma pari a 3 milioni e 230 mila euro, e a un suo socio, per 2 milioni di euro, provocando il dissesto finanziario della società. Per la Finmari, la procura contesta la bancarotta per la distrazione di circa 3 milioni di euro, somma erogata quando la società versava in stato di insolvenza, in favore di Riccardo Fusi (589 mila euro) e di un altro socio (2 milioni e 472 mila euro) quale restituzione di finanziamenti.

Nell'inchiesta risultano indagati anche l'ex direttore generale della Provincia di Prato, Giancarlo Cecchi, e l'imprenditore originario di Prato Mario Nencini. Nei loro confronti non sono state disposte misure di custodia cautelare. Riccardo Fusi, assistito dall'avvocato Alessandro Traversi, sarà interrogato dal giudice Pezzuti lunedì alle 11 in Tribunale a Firenze.

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