Il Tirreno

Prato

Chinatown, la rabbia dei cittadini

di Barbara Burzi
Chinatown, la rabbia dei cittadini

L’incontro col sindaco Cenni si è trasformato in un lungo elenco di proteste contro la sporcizia nelle strade

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PRATO. Doveva essere riqualificato e diventare il quartiere più attrattivo della città. Una sorta di Soho di Prato, per dirla alla maniera dei cittadini: multietnico ed estremamente ricercato. Invece il Macrolotto zero è un’area abbandonata al degrado e alla sporcizia, dove la difficoltà di far rispettare a tutti anche semplici regole di comportamento hanno portato all’esasperazione gli italiani che vivono nel quartiere, tra i quali, martedì sera, proprio durante l’incontro pubblico organizzato dal consigliere comunale Giancarlo Auzzi e i comitati, è esplosa la rabbia. L’assemblea doveva essere l’occasione per illustrare i progetti per il decoro del Macrolotto zero, ma i numerosi sfoghi dei cittadini - un centinaio in tutto quelli intervenuti - hanno lasciato poco spazio al resto.

Consensi a rischio. Il malumore della gente si è scagliato contro la giunta Cenni: «Se continuate così, non vi rivoteremo», ha esclamato Giuseppe Molena, residente della zona. Dalla platea altri gli fanno eco. Viene chiamato in causa anche il presidente della Circoscrizione centro, Massimo Taiti, accusato di non farsi quasi mai vedere in via Pistoiese tranne che in rare occasioni. Sporcizia e degrado. I residenti si lamentano perché i cittadini cinesi non rispettano le regole. Le maggiori criticità riguardano la sporcizia delle strade, il problema delle montagne dei rifiuti industriali nei cassonetti o accumulati agli angoli delle vie formando delle vere discariche a cielo aperto. E poi, il malcostume di certe persone di buttare i rifiuti per terra e di non pagare la tasse per lo smaltimento. «Perché non estendiamo da subito il porta a porta anche qui?», domanda Marina Pini, residente del Macrolotto Zero. «Per risolvere il problema non basterebbe nemmeno garantire tutti giorni la pulizia delle strade - ha aggiunto - il punto è riuscire a far capire ai cinesi che abitano qui come si devono comportare, ma per farlo occorre individuare un interlocutore e farsi rispettare, a costo di essere più severi come si farebbe con i nostri figli». Marcello Niccoli, un altro residente, punta il dito contro Asm: «Costerebbe molto dedicare un persona a via Pistoiese per controllare chi butta i rifiuti per terra?» ha chiesto. E ancora: «In via IV Novembre i cassonetti non vengono svuotati da almeno cinque giorni», ha fatto notare. «In via X agosto - ha proseguito- da mezzanotte i cassonetti traboccano di rifiuti tessili, possibile che non si veda mai un vigile a controllare per fare le multe?».«Se in via Filzi e via Pistoiese non vengono installate le telecamere di sorveglianza, non risolveremo mai niente», ha suggerito un altro cittadino. C’è oi chi pone problemi di carattere igienico-sanitario, Di fronte a tanta partecipazione il presidente di Asm, Alessandro Canovai, ha lanciato l’idea di «istituire un tavolo, che si riunisca almeno una volta al mese, per trovare insieme a una delegazione formata dai rappresentanti dei comitati del Macrolotto zero, una soluzione ai problemi elencati».

Tutti a Roma. Una proposta ancora più estrema arriva da Giovacchino Pecini, dell’associazione Prato Libera e sicura «Se l’organico attuale non è sufficiente a garantire i controlli necessari, propongo di andare tutti davanti a Montecitorio a far sentire la nostra voce».

«Non abbiamo gli strumenti» L’amministrazione comunale, (rappresentata nell’occasione dal sindaco Roberto Cenni, il vicesindaco Goffredo Borchi, gli assessori alla Sicurezza e alla salute Aldo Milone e Dante Mondanelli) respinge le accuse e si difende affermando di non possedere gli strumenti necessari per intervenire in maniera più massiccia nella lotta al fenomeno. «Manca il personale per effettuare i controlli necessari e, per ora - dice Milone - non possiamo nemmeno bandire altri concorsi per ulteriori assunzioni». Intanto l’assessore alla Sicurezza e Polizia municipale conferma l’impegno preso in campagna elettorale. «Farò in modo di portare a termine le attività intraprese per contrastare fenomeni come questi e di illegalità- ha detto -se ci fosse bisogno di spendere centomila euro in quell’area per attenuare il degrado lo farò». Si torna a invocare una legge speciale per Prato. «Se non vengono date risposte concrete a questa città, non si andrà da nessuna parte - ha spiegato Cenni - questo avrei voluto dire ad Alfano se fosse venuto a Prato a firmare il protocollo per la sicurezza, di cui c’è bisogno».

I progetti. Asm, in collaborazione con l’amministrazione comunale, intende impegnarsi per migliorare la situazione degli abitanti del quartiere intensificando la propria azione su tre fronti: pulizia strade e raccolta rifiuti, comunicazione, controlli e sanzioni. «Entro settembre vedrete già i primi risultati», hanno promesso Borchi e Canovai. In particolare: «Stiamo lavorando a un accordo per avere già entro fine anno due vigili urbani dedicati al Macrolotto zero da affiancare all’istruttore ambientale, che ha bisogno a sua volta di avere a suo fianco un pubblico ufficiale per procedere con l’attività sanzonatoria». Tra le altre idee, quella di impostare un lavoro mirato a diminuire il flusso dei rifiuti nei cassonetti a favore della raccolta porta a porta e una campagna di comunicazione che consiste nel combattere il fenomeno dei bigliettini sui muri realizzando appositi Dazibao a uso della comunità cinese.

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