Proteste
Morsi, sputi e cazzotti autisti in prima linea
Ogni settimana è quasi un bollettino di guerra: sempre più frequenti le liti coi passeggeri. Tra i motivi scatenanti i biglietti non pagati
PRATO. Botte, spintoni e minacce di morte al centro di episodi sempre più frequenti che accadono sugli autobus di linea e le Lam. Le vittime sono quasi sempre controllori e autisti, i più esposti al rischio di aggressioni verbali e violenze fisiche quando si tratta di intervenire per far rispettare le regole ed evitare disservizi.
Le storie che raccontano hanno dell’incredibile, ma non sempre trovano spazio nella cronaca. Capita, per esempio, di salire a bordo senza biglietto. Il controllore è lì apposta per verificare che ciò non accada o, se accade, per invitare il passeggero ad acquistarselo, ma non si aspetta certo che quest’ultimo reagisca sferrando un pugno, uno spintone o addirittura con un morso . La dura vita dei dipendenti Cap è fatta anche questo. Lunedì scorso, ad avere la peggio, è stato proprio un autista colpito da un pugno in faccia che gli è costato, oltre a parecchia sofferenza, un ricovero ospedaliero e tre giorni di prognosi.
A imbattersi per primo nell’aggressore è stato Enrico Calabrese, che in quel momento stava svolgendo la funzione di verificatore: «A un certo punto, all’altezza dello stadio, è salito sull’autobus un uomo di colore – racconta – prima di effettuare i normali controlli, diamo sempre il tempo ai passeggeri di recuperare il biglietto e timbrarlo, ma in quel caso l’uomo si è seduto senza esibire alcun titolo di viaggio. A questo punto, eravamo già alla farmacia di Pizzidimonte, sono intervenuto, chiedendo al passeggero di esibire il biglietto. Quello che aveva non era più valido, così l’ho invitato ad acquistarne un altro, ma non appena l’autista ha aperto le porte l’uomo è sceso al volo sferrandogli un cazzotto in faccia». Calabrese è stato anche vittima di aggressioni: «Mi è capitato di essere stato spintonato rompendomi la costola nella caduta: nel corso di una normale operazione di verifica a bordo della Lam Viola mi ero imbattuto in un gruppo di extracomunitari senza titolo di viaggio che hanno reagito con quest’atto di violenza».
I motivi di attrito tra la categoria e i passeggeri sono i più svariati: «Nella maggior parte dei casi – spiega Giampiero Goti, autista e membro della segreteria Filt Cgil – a scatenare fenomeni di aggressione sono proprio le multe per mancanza del titolo di viaggio e i comportamenti non codificati di certi passeggeri, che degenerano spesso in discussioni, come quando si chiede di scendere fuori fermata». Quando salgono sui mezzi, anche ubriaconi molesti e personaggi malintenzionati contribuiscono a generare situazione di pericolo, specie per i passeggeri. «Due settimane fa – racconta Alessio Bargellini, autista –mentre ero alla conduzione del mezzo, salgono a bordo due tossicodipendenti, tipi già noti alle forze dell’ordine che hanno minacciato un passeggero e il controllore con un paio di forbici per aver invitato loro a buttare giù i piedi dai sedili. I carabinieri sarebbero intervenuti se i due non fossero scappati: era pomeriggio, nei pressi di via Zarini». Capita spesso di avere paura “come quella volta in cui in via Tintori fui minacciato di morte dal solito trasgressore, che dopo essere stato trovato per l’ennesima volta senza biglietto, scese dalla Lam mimando verso di me il gesto del taglio della gola». «Un’altra volta – prosegue – una nigeriana mi ferì una mano con un morso provocandomi due lesioni. Anche lei era salita a bordo senza biglietto». Il sindacato dei trasporti della Cgil di Prato ha di nuovo lanciato l’allarme sulla situazione. Sulla questione tornano i lavoratori del settore, i quali chiedono maggiori controlli e attenzione da parte dell’azienda insieme alle forze dell’ordine, denunciando la totale mancanza di strumenti a disposizione per tutelarsi e favorire un’adeguata deterrenza. «Chiediamo che venga siglato un accordo tra Questura e azienda – afferma Goti, della Filt - e che sia studiato un protocollo di comportamento per operatori in servizio dando così maggior supporto ai controllori, che non avendo competenze di ordine pubblico hanno spesso le mani legate di fronte a certe situazioni».
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