Il Tirreno

Prato

«L’area etrusca è una zavorra»

«L’area etrusca è una zavorra»

Il direttore della società Interporto critico sugli elevati costi di gestione

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PRATO. Una tegola sulle casse di Interporto spa in tempi in cui per la logistica non si naviga certo nell’oro. Non usa queste precise parole il direttore Luciano Pannocchia a proposito di Gonfienti ma ammette che quell’area archeologica di 12 ettari, inutilizzabile perché posta a vincolo della Sovrintendenza, pesa sulle finanze della partecipata di cui il Comune è il maggiore azionista. «Abbiamo chiuso lo scorso anno in utile: cerchiamo di restare a galla ma obiettivamente per noi Gonfienti è un costo. Il comodato d’uso gratuito che abbiamo dato alla Sovrintendenza per il Mulino Ginori, sede del laboratorio di restauro, rappresenta una spesa non indifferente. Una struttura che ci costa 30mila euro all’anno: proprio di recente abbiamo investito 10mila euro per sostituire gli infissi. D’altro canto, le Sovrintendenze hanno i loro problemi finanziari». Perché l’Interporto si accolla una struttura che non gli rende minimamente? «Un atto di liberalità nell’interesse della collettività. Siamo convinti che Gonfienti possa rappresentare un’opportunità ma di fatto abbiamo dei terreni bloccati che valgono 3 milioni di euro». Per risolvere la “matassa”, i vertici di Interporto (di cui è andata due mesi fa la presidenza a Carlo Longo) condividono la strada tracciata dall’architetto Giuseppe Centauro, uno dei massimi esperti di Gonfienti, in un servizio uscito ieri sul nostro giornale. Ovvero, il riscatto di quei terreni con un ruolo di primo piano (e quindi un finanziamento) della Regione. Intanto proprio Centauro, consulente del sindaco (a titolo gratuito), tiene a precisare il suo ruolo nell’eterna vicenda Gonfienti difendendosi da attacchi esterni. «Mutuando il mio impegno di presidente dell'associazione ”La via Etrusca del Ferro”, sono stato chiamato in causa come consigliere del sindaco Cenni, quasi fossi il deus ex machina delle sorti future dell’area. Siccome la Soprintendenza, che è l’unica autorità istituzionalmente competente, non riprendeva gli scavi, qualcuno ha pensato bene di suggerire che avrei dovuto dimettermi per il solo fatto che l’amministrazione comunale non sbloccava la situazione. Da quale ruolo si vuole che mi dimetta, visto che sono un volontario? ». (m.l.)

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