Il Tirreno

Prato

Il racconto di una ragazza cinese: «Mi hanno insultata senza motivo»

Xiaoyun Liao ha assistito all’assemblea sul Macrolotto zero e si lamenta per come è stata trattata da una delle partecipanti

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PRATO. All’assemblea sul Macrolotto zero era presente anche Xiaoyun Liao, una ragazza cinese incuriosita dal tema, che poi ha postato sul suo profilo Facebook le impressioni sulla serata. Un contributo istruttivo per capire la distanza che ancora separa alcuni pratesi dai residenti cinesi. Eccolo.

«Stasera sono stata presente all'assemblea pubblica organizzata da Giancarlo Auzzi alla circoscrizione centro per parlare dei nuovi progetti che riguardano il Macrolotto 0. Con grande sorpresa ho trovato molti cittadini pratesi presenti. All'interno del locale c'erano delle foto che mostravano via Pistoiese e dintorni, sopra ad alcune foto un cartellone scritto a mano. Una parola era in risalto: Degrado. Ero abbastanza intimidita, non vedevo una faccia familiare in mezzo a tutte quelle persone. Per fortuna poco dopo è arrivato un amico, un viso che mi ha tranquillizzata. Prendo coraggio, torno dentro. Mi metto seduta in uno dei posti in fondo.

Si inizia con l'intervento del presidente dell'Asm, si presentano velocemente i progetti futuri riguardo il problema della nettezza urbana nella zona del Macrolotto 0. Un signore prende una sedia, si siede accanto a me "ciao, sono il consigliere comunale Giancarlo Auzzi. Se hai voglia mi piacerebbe che tu intervenissi al dibattito con considerazioni personali", sorrido, ringrazio, e gli dico che per ora nn ho molto su cui intervenire. Cominciano gli interventi dal pubblico, mi chiedono nuovamente se ho voglia di intervenire. Rifiuto. Per quanto i discorsi avevano vene razziste verso i cinesi, chiare allusioni all'odio verso la comunità, non voglio intervenire. Sono andata per ascoltare e basta.

Esco per rispondere al cellulare. Fumo una sigaretta. Mentre rientro una signora con una maglia bianca mi ferma da dietro e mi dice "dillo ai tuoi! Di a loro come ci hanno ridotto". faccio finta di niente, rientro dentro per salutare un amico, mentre esco la stessa signora mi dice "dillo ai tuoi eh! Non fare la stronza! Non fare la stronza come i tuoi! Ho visto che prendevi appunti!"

Per quante affermazioni razziste siano state fatte, sono stata zitta. Ma mia cara signora con la maglia bianca, non ha idea di quanta voglia avevo di risponderle. Non l'ho fatto perché ho imparato a fare finta di niente di fronte a esclamazioni che denotano l'ignoranza della persona e perché so che se le avessi risposto la conversazione sarebbe finita con un formicolio alle mani per voglia di prendere a manate qualcuno.

Ma questo va detto: non riprovi a darmi della stronza quando non sa neanche il mio nome!».

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di Redazione web