Il Tirreno

Prato

Servizio 118, allarme dei dipendenti e del sindacato

L’ospedale si trasferisce ma ancora non è stata comunicata una decisione sull’eventuale trasferimento della centrale

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PRATO. Mancano ormai pochi giorni dall'inizio del trasferimento verso il nuovo ospedale ma ad un solo mese di distanza dall'apertura nessuno ha saputo indicare ai 19 dipendenti del 118 quale sarà il loro destino, cosa faranno in futuro e nemmeno se vi sarà la possibilità di lavorare in sicurezza, nè dove. Lorenzo Pacini, delegato del 118, e Crescenzo Rasile, della funzione pubblica Cgil, tornano sullo spinoso argomento del coordinamento delle urgenze. «Se è certo - scrivono - che tra poco i reparti ospedalieri si trasferiranno, è pur vero che nel vecchio ospedale rimarranno pochi servizi e molti locali vuoti, se non l'ormai dimenticato 118. La struttura ospedaliera si svuoterà, e presumibilmente, entro pochi mesi non rimarranno nemmeno banca, bar, niente. La dirigenza dell’Asl non può più permettersi di prenderci in giro, da mesi abbiamo sollecitato e richiesto uno specifico incontro, ma tutto è rimasto in silenzio. Non possiamo continuare a vivere nella speranza che qualcuno (vedi asl 10 e 3) possa aiutarci a togliere le castagne dal fuoco accollandosi il servizio di Call Center. Se l’area vasta non è in grado di assumere decisioni e di dare risposte adeguate non è colpa dei dipendenti, i quali, nonostante i giochetti politici e tutto il resto continuano a fare il loro dovere, e a correre rischi (propri e della cittadinanza), visto gli scarsi interventi di manutenzione. E' loro diritto che venga garantita la massima sicurezza sul luogo di lavoro e, se non altro una qualche rassicurazione riguardo il loro futuro, e ciò che li aspetterà una volta chiusa la Centrale Operativa e quale sarà la futura organizzazione».

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