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Prato

Referendum sulla Giustizia, il “soccorso azzurro” si attiva anche a Prato

Referendum sulla Giustizia, il “soccorso azzurro” si attiva anche a Prato

Alla presentazione della campagna di Libera@mente di Vittorio Giugni, supporter Massimo Taiti, era presenta anche il senatore Pdl Riccardo Mazzoni. Obiettivo raccogliere 3mila firme in 10 giorni

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PRATO. Si attiva la macchina organizzativa del Pdl. Anche a Prato arriva per il rush finale il soccorso azzurro alla raccolta di firme per i dodici quesiti referendari promossi dai Radicali sulla giustizia giusta (in primis, separazione delle carriere e responsabilità civile dei magistrati) e sulla promozione dei diritti civili. Obiettivo: 3.000 firme nel capoluogo laniero in appena 10 giorni, contro le 250 adesioni sommate in circa due mesi dai banchini in centro tenuti dall'associazione pannelliana Liber@mente che fa riferimento al presidente della circoscrizione Centro, Massimo Taiti e a Vittorio Giugni.

L'offensiva berlusconiana sul sistema giudiziario – partita con le 12 firme del Cavaliere a Roma – prevede anche la visita in città entro la fine del mese del sottosegretario Cosimo Maria Ferri. Prenderà visione delle carenze di fondi e di organico del tribunale e passerà dal carcere della Dogaia, colpito – al pari di moltissimi penitenziari italiani – da un cronico sovraffollamento.

“Dopo non essere riusciti a farla in Parlamento abbiamo l'occasione di realizzare attraverso gli elettori la riforma della giustizia – chiama alla carica il senatore del Pd Riccardo Mazzoni – Se passassero i quesiti l'Italia tornerebbe ad essere un paese normale. Del resto, io stesso sono stato vittima di un caso di malagiustizia nel 2003 subendo una condanna per una diffamazione del senatore Passigli per un articolo sul Giornale della Toscana uscito quando non ero direttore responsabile, ma vice”.

Il target nazionale è fissato sulle 700-800 mila firme, anche se potrebbero non farcela alcuni quesiti. Specie quello sull'abolizione dell'ergastolo, il meno appetito ai banchini radicali. Lo stesso Mazzoni annuncia che non aderirà alla richiesta di abrogazione del reato di clandestinità: “Esiste in ciascun paese dell'Unione Europea. Guardando i Cie mi rendo conto che sia da rivedere la Bossi-Fini, ma l'impianto resta valido”. Il Pdl nelle prossime ore attiverà gli eletti per raggiungere l'obiettivo di sottoscrizioni. Con ogni probabilità senza tenere gazebo, vista la concomitanza con le feste cittadine e la conseguente impossibilità di occupare il suolo pubblico.

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