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Prato

Operai senza indennità da mesi

Operai senza indennità da mesi

Rifinanziata la cassa in deroga, 450 aziende pratesi restano in lista d’attesa

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PRATO. Con il decreto del Consiglio dei ministri approvato alla fine di agosto sono in arrivo 500 milioni per gli ammortizzatori in deroga. Mezzo miliardo per rifinanziare la Cassa integrazione per quei dipendenti di aziende che non hanno diritto alla Cassa integrazione tradizionale. Una risposta attesa, ma parziale, dato che non basterà a far fronte alle esigenze di tutti i lavoratori: solo in Toscana, infatti, ad oggi sono oltre ventimila (20.646) i lavoratori in attesa di autorizzazione per un totale di circa settemila richieste (precisamente 7.115). Quante di queste riceveranno la copertura dipenderà dalla ripartizione delle risorse tra le Regioni, nodo fondamentale della questione che resta tuttora da sciogliere. Con lo stanziamento dell’ultima ripartizione di 550mila euro – arrivato a metà luglio - alla Regione Toscana sono toccati 38 milioni, che sono stati sufficienti a pagare l’indennità dei lavoratori di quelle aziende che non riscuotevano da gennaio, ovvero le richieste pervenute entro i primi di aprile. Se la cifra resterà invariata, non basterà a coprire le richieste di tutto l’anno. Su Prato a fine luglio è stato autorizzato il pagamento per 450 aziende, ma altrettante sono in lista d’attesa. «Da questi dati – ha commentato l’assessore regionale alle Attività produttive, Gianfranco Simoncini, all’indomani dell’approvazione del decreto – emerge chiara la sproporzione tra il fabbisogno e quanto appena deciso dal consiglio dei ministri. L’auspicio che formulo è che già in sede di conversione del Decreto in legge, il Parlamento possa trovare ulteriori risorse in grado di coprire tutto il fabbisogno per il 2013».E ancora viene da chiedersi: quanto tempo passerà dal momento in cui il decreto è stato approvato e lo sblocco effettivo delle risorse? Senza contare i tempi burocratici di pagamento della Cassa integrazione da parte dell’Inps. «La situazione dei ritardi di pagamento è drammatica – commenta Massimiliano Brezzo, segretario provinciale della Filctem Cgil – il punto è che non ci sono risorse sufficienti per coprire il fabbisogno totale, ma nemmeno se domani arrivassero tutti i fondi necessari, il sistema sarebbe in grado di provvedere immediatamente al pagamento delle indennità . L’Inps non è in grado di garantire un flusso continuo a cose normali, figurarsi se si aggiunge anche l’elenco dei lavoratori per i quali è stata autorizzata la cassa in deroga». Sul fronte delle regole di ripartizione dei fondi non ci sono novità, ma Regione e parti sociali chiedono che vengano rivisti: «Finora – commenta Valter Bartolini del coordinamento regionale Cgil delle attività produttive – il riconoscimento delle risorse è avvenuto sulla base di alcuni criteri, tra cui quello della spesa storica, su cui ha pesato molto la mobilità in deroga concessa a molte Regioni. A questo proposito sarebbe auspicabile qualche correttivo nazionale che stabilisca regole più restrittive per concedere sussidi in deroga». Simoncini conferma la «richiesta di superare l’attuale sistema per arrivare a una copertura universalistica degli strumenti della mobilità e della cassa integrazione».

Barbara Burzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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