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Prato

Giuseppe Centauro: “Non ho fatto carriera con Gonfienti”

 Giuseppe Centauro: “Non ho fatto carriera con Gonfienti”

L’architetto, consigliere del sindaco a titolo gratuito ed esperto conoscitore delle vestigia etrusche di Prato, risponde ad attacchi e polemiche. E non risparmia critiche alla Soprintendenza

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PRATO. La città Etrusca e le vestigia lungo i pendii della Calvana Giuseppe Centauro, architetto, docente, consigliere del sindaco Roberto Cenni (a titolo volontario e gratuito), le ha studiate per decenni. Ora che gli scavi per la messa in sicurezza del soto archeologico a Gonfienti sono ripresi, Centauro risponde a polemiche e accuse che in questi anni si sono succedete e che hanno riguardato anche il ruolo di presidente dell’associazione ”La via Etrusca del Ferro”.

“Sono stato chiamato in causa - afferma Centauro - come consigliere del sindaco Cenni , quasi fossi il deus ex machina, delle sorti future dell’area, proprio come nella tragedia di Euripide. Siccome la Soprintendenza Archeologica della Toscana, che è l’unica autorità istituzionalmente competente, non riprendeva gli scavi, qualcuno ha pensato bene di suggerire che avrei dovuto dimettermi per il solo fatto che l’amministrazione comunale di Prato non sbloccava la situazione. Ora aggiungo io: da quale ruolo si vuole che mi dimetta, visto che sono un volontario? O piuttosto s’intendeva dire, visto che dal palazzo fiorentino non otterrai niente, astieniti dalla tua inutile battaglia culturale per salvare il sito etrusco”.

“Il fango - continua Centauro - è poi stato buttato sulla mia carriera universitaria e su possibili benefici tratti professionalmente con presunti incarichi. A queste gratuite calunnie rispondono i fatti più che la mia irritazione: la mia carriera universitaria nel settore del restauro architettonico si consolida ben prima che nascesse il caso di Gonfienti, come pure l’incarico per la Rocca Strozzi che, per quanto concerne affidamenti pregressi, ha riguardato la messa in sicurezza della strutture del complesso architettonico, completato dal sottoscritto nell’agosto 2012, mentre l’incarico per l’allestimento del museo etrusco è stato affidato successivamente, come si evince dagli atti comunali, ad altro professionista. Altro che vantaggio! Tutt’altro”.

“Sono un docente universitario e un libero cittadino - continua - che ha a cuore non da ora le sorti di un’intera città etrusca sepolta e obliterata nel 2007 per oltre due terzi e non già solo del Lotto 14 (quello della grande domus, centesima parte dell’insediamento) oggetto degli attuali interventi di messa in sicurezza per i quali, per altro, sono anni che si spendono risorse pubbliche alternando incuria a parziale e non definitiva messa in sicurezza. Infine, a proposito della questione del museo archeologico in città, dopo il veto della Soprintendenza ad occupare spazi dell’Antiquarium (progetto del 2003) che l’amministrazione comunale avrebbe rilevato dai fabbricati di Villa Niccolini, il mio auspicio di docente di restauro si è sempre speso e sempre si spenderà per la contestualizzazione dei reperti in situ da abbinare semmai con la creazione di uno spazio centrale nell’itinerario espositivo dei capolavori pratesi dedicato alle origini della città nel restaurato Museo Civico, sempreché la Soprintendenza sia d’accordo”.

Centauro conclude: “Qualcuno ritiene demenziale puntare il dito verso la Soprintendenza, ed infatti nessuno punta il dito verso un istituzione statale che dovrebbe rappresentare in primis il bene comune. Tuttavia è giusto discutere anche a livello istituzionale sulle scelte che riguardano un bene primario della collettività, come lo è l’area archeologica di Gonfienti”.

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