Proteste
Tre cordate per due poltrone nel Pd
PRATO. La parola d’ordine, come sempre, è unità. Merce rara in un partito come il Pd che negli ultimi tempi si è diviso dolorosamente su piccole e grandi questioni. E dunque alla fine la quadratura...
PRATO. La parola d’ordine, come sempre, è unità. Merce rara in un partito come il Pd che negli ultimi tempi si è diviso dolorosamente su piccole e grandi questioni. E dunque alla fine la quadratura del cerchio potrebbe essere la seguente: un’anima Pd esprimerà il nuovo segretario di federazione, l’altra il candidato sindaco. Quali siano queste anime e quanto contino è presto per dirlo. L’importante, dicono in coro le voci interne, è che si parlino, perché un candidato sindaco non va da nessuna parte se dietro non ha il partito. E la lezione del 2009, quando qualcuno remò contro la candidatura di Massimo Carlesi, è ancora ben presente.
Alla ripresa settembrina dell’attività politica una cosa è chiara: non c’è la fila per fare il segretario di federazione, mentre si danno i numeri per gli aspiranti candidati a sindaco. «E’ naturale - commenta l’ex assessore Stefano Ciuoffo - il segretario è un lavoro duro con poche soddisfazioni...». Il segretario uscente Ilaria Bugetti si è già tirata fuori («Sono a disposizione ma la mia fase si è chiusa») e dunque i nomi che circolano per la successione sono quelli dell’assessore provinciale Ivano Menchetti e dei giovani Lorenzo Rocchi, Gabriele Alberti e del renziano Simone Barni.
Sono almeno tre le cordate che stanno lavorando sia in vista del congresso provinciale (probabile a metà ottobre) che per la partita del sindaco. Una fa capo a Stefano Ciuoffo, sostenuto dal deputato Antonello Giacomelli, dall’ex segretaria Benedetta Squittieri e dall’assessore provinciale Alessio Beltrame; un’altra raccoglie i quarantenni che si ritrovano sulle posizioni del consigliere Simone Mangani, di Ilaria Santi e Gabriele Alberti; la terza è quella dei renziani, dunque il deputato Matteo Biffoni, Simone Faggi, Filippo De Rienzo. La quarta sarebbero quelli che si rifanno a Pippo Civati, di cui è presto per valutare la consistenza. Quanto ai possibili candidati a sindaco, l’elenco è lungo e comprende frequentatori di lungo corso del partito come l’ex sindaco Fabrizio Mattei, Ambra Giorgi, Enrico Giardi, Manuele Marigolli, insieme a qualche faccia nuova come Alessio Beltrame, l’outsider Irene Sanesi, Simone Mangani e lo stesso Matteo Biffoni. Tutti ovviamente smentiscono, compreso il deputato renziano che, se scegliesse di tornare a Prato, o in caso di scioglimento anticipato delle Camere, sarebbe un candidato naturale, visti i consensi ottenuti alle primarie di dicembre. Più in generale, i renziani sanno di avere un capitale politico da spendere quando si deciderà chi candidare, ma sanno anche che devono trovare un accordo con l’altra metà del partito, per non ripetere la storia del 2009. E dunque si torna all’ipotesi iniziale: la coabitazione tra un segretario e un candidato sindaco espressione di gruppi differenti, ma che si parlano. Pena un Cenni bis.
Paolo Nencioni
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