Gioco
Bici, il record dei furti subiti va all'assessore Rita Pieri
Il furto al parroco di Montemurlo è una goccia nel mare: all'assessore alla Scuola Rita Pieri sono state rubate 11 bici in 7 anni e alla Pdl Erika Mazzetti 8 in quindici anni. E il Comune rispolvera il progetto della punzonatura
PRATO. Si può fare a gara a chi vince per numero di bici rubate. La palma della vittoria va certamente all'assessore alla Scuola di Prato Rita Pieri: undici bici sparite in sette anni "e le ultime tre - racconta me le hanno rubate dentro il giardini di casa. Questo significa che il problema della sicurezza è a 360 gradi e non si limita alla strada". Pieri ora per Prato gira a piedi: "Perché mi sono proprio stufata di ricomprare dei mezzi che riesco a usare per pochi mesi"
Un bel primato è anche quello di Erika Mazzetti (geometra a Prato e coordinatrice Pdl della Valbisenzio): otto mezzi spariti in quindici anni. "L’ultima me l’hanno rubata ad aprile sotto casa – dice Mazzetti – Una bici nuova, aveva appena dieci giorni di vita. E pensare che proprio tre giorni prima avevano tentato di portarmela via. Ero in un negozio, da dentro una ragazza si è accorta che qualcuno armeggiava con la mia bici e subito ha allertato la polizia che nel giro di pochi minuti si è precipitata sul posto e ha evitato che mi rubassero il mezzo. In quell’occasione ho sporto la denuncia. Ma tre giorni dopo quando sono andata per riprendere la bicicletta dove l’avevo parcheggiata non c’era più". Un incubo per Pieri e Mazzetti, ma anche per Filippo Risaliti, uno dei tanti giovani di Prato, che ne sa qualcosa di bici sparite.
"In un anno me ne hanno portato via tre – commenta - E le ultime due nell’arco di un mese. Alla prima tenevo in modo particolare, si trattava di un regalo di mio suocero. Le altre due valevano il giusto ma la cosa scoccia eccome. Avendo delle figlie, sulle bici tenevo il seggiolino per quando usciamo. Ovviamente i ladri si sono portati via pure quello. Tutte e tre le volte i furti sono avvenuti di sabato pomeriggio; nel primo caso ho ritrovato solo il lucchetto rotto, negli altri due nemmeno quello. Arrivare ogni volta alla rastrelliera con il terrore di non trovare la bici non va bene». E ha suscitato scalpore l’episodio accaduto al parroco di Montemurlo che non si capacita su chi gli abbia potuto portar via il suo mezzo.
Ladri che non si fermano davanti a nulla, neppure di fronte ad un prete. Prato ha nel suo Dna una forte connotazione legata al mondo delle due ruote, e in città quasi tutti hanno un mezzo a pedali comodo per spostarsi nelle vie del centro. Lucchetti, catenacci e altro pare servano a ben poco a far desistere i malintenzionati dal loro intento. L’amministrazione comunale, intanto, sta pensando a dei metodi per salvaguardare le bici dai furti. Uno è già stato messo in atto a fine maggio: il parcheggio video sorvegliato al Serraglio. L’altro è prendere in considerazione la punzonatura dei mezzi. «A metà settembre – spiega il vice sindaco Goffredo Borchi – avremo un incontro con un’azienda del Nord Italia che si occupa della cosa. Come Comune vogliamo capire come funziona nello specifico questo metodo che vorremmo usare come deterrente per i ladri. Sentiremo le varie amministrazioni che l’hanno già sperimentato e se l’iniziativa ha portato buoni risultati altrove saremo ben lieti di sperimentarla a Prato. Faremo un bando e valuteremo l’offerta migliore che ci perverrà». Nello specifico la bicicletta avrà una punzonatura con un numero di riconoscimento. Il proprietario verrà inserito insieme al codice in un apposito registro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
