Il Tirreno

Prato

La Banca Popolare di Prato ora fa sul serio

Inviata la domanda alla Consob, i promotori contano di aprire il primo sportello a gennaio 2015

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PRATO. È ufficialmente iniziato l'iter per la costituzione della Banca Popolare di Prato. Nei giorni scorsi una delegazione del comitato promotore ha inviato la documentazione alla Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), il soggetto deputato a dare il via libera alla fase di raccolta del capitale sociale.

«Un passo importante per questa iniziativa - afferma Francesco Garbin Guarducci, presidente del Comitato - e una risposta alle richieste di far presto, giunteci da tanti nostri concittadini nelle ultime settimane, ad aprire il primo sportello».

I tempi per ottenere l'approvazione di Consob sono variabili, ma è ipotizzabile che l'ok possa arrivare entro novembre. Dopodiché le persone interessate potranno iniziare a sottoscrivere quote di capitale sociale. La cosiddetta fase della raccolta durerà tassativamente un anno, salvo proroghe concesse dalla stessa Consob. Quindi, stando ai piani dei promotori, il primo sportello potrebbe aprire i battenti già nel gennaio del 2015.

La costituenda Banca Popolare di Prato arriva a questo importante appuntamento dopo un lungo percorso, iniziato il 17 aprile 2012 con la presentazione dell'iniziativa alla città, fatto d'incontri con i cittadini, le forze economiche e gli esperti in materia di credito.

Il piano industriale presentato in Consob disegna un istituto bancario «fortemente legato al territorio, con una gestione snella, capace di comprendere le idee degli imprenditori e degli startupper, attento alle nuove tecnologie e rigoroso negli impieghi».

«Il nostro obiettivo - spiega il presidente Garbin Guarducci - è di realizzare una banca che torni a fare la banca, quindi lontana delle mere speculazioni finanziarie, ma vicina a chi desidera fare impresa. Abbiamo l'idea di promuovere la prima banca 3.0, ossia un'azienda capace di ridurre al minimo i costi gestionali grazie alle nuove tecnologie informatiche, ma che stringerà contatti personali con i suoi soci. Il destino del nostro progetto è legato a doppio filo con quello del nostro territorio, nel quale crediamo orgogliosamente, perché la banca investirà su Prato ogni centesimo raccolto a Prato. Avremmo potuto fare come tanti e lamentarci semplicemente del fatto che le banche non forniscono più credito, ma abbiamo preferito fare qualcosa di concreto per la città: in fondo non crediamo che lo storico ingegno imprenditoriale dei pratesi si sia esaurito, tutt'altro. Crediamo piuttosto che necessiti di essere sostenuto. Ecco, con tutta l'umiltà possibile, la costituenda Banca Popolare di Prato si candida a essere un sostegno per le imprese e le famiglie».

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