La protesta
Bpv, Cenni a Vicenza per i quadri
Il sindaco andrà a trovare Zonin i primi di settembre assieme a una delegazione
PRATO. «Ho intenzione di telefonare a Gianni Zonin (presidente Bpv) per avere un colloquio e discutere con lui del futuro dei quadri che facevano parte della Galleria degli Alberti. Ad oggi depredata dei suoi tesori».
A parlare è il sindaco di Prato, Roberto Cenni, preoccupato e amareggiato per il destino della collezione. «Ho visitato gli interni della Banca e mi è dispiaciuto constatare che negli uffici manchino quei quadri che un tempo arricchivano le stanze dell'Istituto. Sono deciso a incontrare Zonin, ora che è tornato dalle ferie. Entro i primi di settembre conto di fissare un appuntamento per recarmi da lui insieme con una delegazione del territorio». Dopo gli appelli lanciati dal presidente della provincia Lamberto Gestri e dal vescovo Franco Agostinelli, che nelle settimane scorse avevano chiesto un ripensamento alla Popolare, arriva la richiesta di incontro a Zonin da parte del primo cittadino. Che sta ultimando i preparativi per l'inaugurazione della mostra-evento "Da Donatello a Lippi. Officina pratese", in programma il 13 settembre. Un appuntamento dal duplice significato, visto che coincide con la riapertura, dopo 16 anni di stop, delle sale di Palazzo Pretorio.
La mostra, sarà inaugurata ufficialmente giovedì 12 settembre, alle 18.30, dal sottosegretario al Ministero per i Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni. Mentre, alle 21.30, ci sarà una preview aperta al pubblico e a un prezzo speciale. L'avvio vero e proprio della mostra è fissato a venerdì 13 settembre. Si tratta di un evento molto sentito dalla città, che fa riemergere l'antico e intimo legame che la lega ai maestri rinascimentali. Basti pensare che nella bottega del Lippi, a Prato negli anni che vanno dal 1452 al 1464, si formò un altro gigante della storia dell'arte: Sandro Botticelli. E a Prato Lippi ha lasciato il suo ciclo pittorico più importante: "Le storie di Santo Stefano e di Giovanni Battista”.
Un pezzo di Rinascimento, dunque, è partito alla volta di Vicenza. E la preoccupazione, in città, è che non faccia più ritorno: la Galleria degli Alberti è smembrata delle sue opere maggiori. Ne contava 60. Questi pezzi facevano parte della collezione della Cassa di Risparmio di Prato fino al 2010, quando la Banca popolare di Vicenza acquistò la cassa pratese e, di conseguenza, inglobò la collezione. Nel 2011 c'è stato il primo trasloco: tre opere partirono per Vicenza in occasione della mostra "Lippi, Bronzino, Caravaggio. Capolavori sacri e profani della Collezione Toscana della Banca Popolare di Vicenza". La mostra si è conclusa. Ma le opere sono ancora nella sede vicentina della Banca, nonostante un accordo - firmato tra l'assessore alla cultura Anna Beltrame e il direttore generale della Banca, area centro meridionale - sancisse il rientro, a Prato, dei capolavori rinascimentali. Oggi la Banca ha trasferito a Vicenza un ulteriore pezzo (che poi è il cuore) della galleria degli Alberti, oggi chiusa al pubblico.
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