La protesta
La Liberazione di Prato in una mostra e un docufilm
L’Associazione nazionale partigiani d’Italia di Prato ha realizzato una serie di iniziative in occasione del sessantanovesimo anniversario della Liberazione della città avvenuta il 6 settembre del 1944
PRATO. Luisa Maria Faggi era una bambina quando fu uccisa da un proiettile vagante. Aveva nove anni ed era appena uscita dal rifugio di Pizzidimonte insieme con la cugina di 18 anni per andare a raccogliere i fichi da un albero e assaporare quei pochi momenti di svago e di tregua che la guerra concedeva.
«All’improvviso fummo sorprese da una raffica di proiettili sparati dai tedeschi. Mia cugina fu colpita a morte». E’ il 1943: sono gli anni della seconda Guerra Mondiale. A raccontarlo, oggi ultraottantenne, è la cugina di Luisa, testimone di quel tragico evento. E’ una delle storie che sono state ricostruite dai rappresentanti dell’Anpi in occasione della mostra fotografica e proiezione video “Di voce in voce vive la memoria”: un excursus storico che intreccia testimonianze di vita e fatti del passato, raccontati dalle persone che hanno vissuto sulla propria pelle quegli avvenimenti: operai, casalinghe, partigiani, contadini, professionisti. La mostra video-fotografica inizierà sabato 31 agosto, alle 18, in piazza del comune. In esposizione, 14 pannelli fotografici (dimensioni 40 x 60) che ritraggono spaccati di vita quotidiana nel periodo che va dall’8 settembre del ‘43 al 6 settembre del ‘44. A corredo, ci sarà una selezione di fotografie e documenti d’epoca che sono stati rinvenuti nelle parrocchie o nelle abitazioni di privati cittadini. Alle 21.15 è in programma la proiezione del film/documentario: un collage di interviste, fotografie storiche e filmati dell’epoca, intervallati da brani di Curzio Malaparte e Trilussa. Spaccati di vita quotidiana in cui i ricordi si intrecciano ai racconti e si fanno realtà vivida. Tale è la loro carica emotiva. Memorie che diventano un patrimonio prezioso da conservare e tramandare alle generazioni future.
Ecco alcune delle testimonianze raccolte che sono riportate sui pannelli in mostra: Brunella Tarli ricorda: «all’epoca c’era tanta solidarietà. Se qualcuno aveva un pugno di farina lo divideva con gli altri». Rita Franchi commenta: «… Quando si sentiva gridare: c’è i tedeschi, c’è i tedeschi!, mio babbo prendeva i ragazzi e scappavano nei campi per non farsi trovare. A casa ci si rimaneva io, la nonna e la mamma. Era una vita da cani». Renzo Giorgi rammenta: «riuscimmo a rubare un vitello ai tedeschi, lo portammo a casa e si chiamò gente che lo sapeva macellare. Ce lo dividemmo un po’ per uno con i vicini». La mostra fotografica è organizzata dall’Anpi, in occasione del 69/esimo anniversario della Liberazione di Prato, che ricorre il 6 settembre. Sarà allestita sotto le logge del Comune e potrà essere visitata tutti i giorni, dal 31 agosto al 6 settembre, a partire dalle 18.
Ogni sera, alle 21.15, ci sarà anche la proiezione del film/documentario, sempre in piazza del Comune. L’iniziativa è stata presentata dal presidente provinciale Anpi, Ennio Saccenti, e da Angela Riviello, iscritta alla sezione. L’intenzione degli organizzatori è quella di allargare l’evento a tutta la provincia, coinvolgendo anche le frazioni, in occasione del 70/esimo anno della Liberazione di Prato: il 6 settembre 2014.
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