La protesta
Prato, storni a Chiesanuova, per scacciarli apparecchio che simula il grido di un rapace
E’ già stato collocato dal Comune sulla cima dei pini dentro il cimitero, ricovero preferito dei volatili, che in teoria dovrebbero fuggire terrorizzati. Domenica preapertura della stagione venatoria proprio col tiro allo storno
PRATO. Detto fatto. Contro l'invasione di storni al cimitero di Chiesanuova, i servizi cimiteriali, su input dell'assessorato retto da Roberto Caverni, hanno istallato i dissuasori. "Uno - spiega l'assessore - è certamente stato collocato sulla cima degli alberi nella zona più colpita del cimitero". In questo caso non si tratta del rumore che centinaia di uccelli possono fare quotidianamente e a tutte le ore o dei danni che un numero di volatili così consistente può fare. Qui si parla unicamente del quantitativo di escrementi che gli storni lasciano sulle tombe. Un problema vero. Che chi va al cimitero a trovare i proprio cari ha affrontato e risolto come ha potuto: avvolgendo, per esempio, le tombe con dei grandi teli di plastica per proteggerle.
Ma non solo le sepolture sono completamente sommerse dal guano, anche i vialetti che portano da un settore all'altro. Tanto che il persone è costretto a pulirli più volte al giorni utilizzando canne dell'acqua a pressione. Non c'è molto da fare contro l'invasione degli storni. Ma qualcosa sì. Sui pini, ricovero preferito dagli uccelli che planano sugli alberi del cimitero verso il tardo pomeriggio, è stato collocato quello che in gergo si chiama un "dissuasore". Si tratta di dispositivo che emette, a intermittenza, un suono simile al grido di un rapace. Il grido spaventa gli storni che in teoria dovrebbero allontanarsi di gran carriera da una zona infestata da rapaci. Via dal cimitero di Chiesanuova ma per poi adottare un’altra casa lì vicino.
La Regione Toscana ha trovato un'altra soluzione, decisamente più cruenta e definitiva per scacciare gli storni. A Prato e Carmignano ha dato il via libera alla preapertura della stagione venatoria, domenica primo settembre, con la caccia proprio a quei volatili. Una misura decisamente drastica per diminuire il numero degli uccelli che volano nei cieli di Prato.
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