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Prato

Il presidente della Sori al contrattacco, tagli fatti per legge

Il presidente della Sori al contrattacco, tagli fatti per legge

Dopo la dura presa di posizione da parte dei sindacati dei dipendenti per le decurtazioni avvenute in busta paga, arriva la replica del consiglio di amministrazione

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PRATO. Dopo la dura presa di posizione da parte dei sindacati dei dipendenti della Sori, contro il cda della stessa azienda in seguito ai tagli avvenuti sulle buste paga, il presidente della Sori, Giovanni Luchetti, risponde con una lettera pubblica.

«La cosiddetta spending review, introdotta durante il periodo di Governo Monti, prevede l'obbligo per gli amministratori delle società pubbliche strumentali di allineare i trattamenti economici ordinari dei singoli dipendenti ai livelli erogati nell'anno 2011 - si legge nella nota - Pur non condividendo la scelta del legislatore che è andata a incidere su accordi contrattuali liberamente assunti, il cda è stato costretto ad intervenire anche in considerazione della delibera della Corte dei Conti della Toscana n 140 del 14 maggio scorso che ha confermato tali obblighi finalizzati alla riduzione della spesa».

«Il cda, a testimonianza dell'impostazione del tutto priva di contrapposizione nei confornti dei lavoratori, ha deciso come misura ulteriore di accantonare le somme trattenute, in modo da poterle erogare in caso di modifica delle norme suddette o delle interpretazioni delle stesse - continua la lettera firmata da Luchetti - Sarebbe stato auspicabile che le organizzazioni sindacali (peraltro informate della problematica già dall'autunno 2012 e con cui più volte sono state affrontate tali questioni) avessero assunto una posizione più collaborativa nella ricerca di soluzioni più favorevoli, invece che suscitare una polemica sterile ed infondata basata sulla critica di decisioni del tutto obbligatorie».

«Infine - conclude la nota - a riprova della piena disponibilità di questo cda rispetto ai dipendenti dell'azienda che nelle scorse settimane sono state prese una serie di decisioni che hanno permesso, ad esempio, l'erogazione del premio di produttività e l'aumento temporaneo di alcuni part time, misure che, se vi fosse stato il presunto "disinteresse" lamentato dalle organizzazioni sindacali, avrebbero potuto essere di segno molto più negativo per i dipendenti».

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