Gioco
Cinquecento anni fa il Sacco
Le celebrazioni in ricordo della devastazione della città
PRATO. Oggi Prato ricorda uno degli eventi più tragici legati alla sua storia. Il 29 agosto del 1512 le truppe spagnole penetrarono in Toscana dal Mugello giungendo in città perpetrando, per ben 22 giorni, un violento saccheggio ricordato nei secoli a venire come il «Sacco di Prato».
Al triste avvenimento è legato anche un fatto miracoloso: quel giorno di cinquecento anni fa il monastero domenicano di San Vincenzo riuscì a salvarsi dalla devastazione dei soldati. Grazie all’intercessione di Maria, raffigurata nella statua della Madonna detta «dei Papalini», le monache claustrali evitarono violenze e saccheggi. Gli spagnoli, entrati nel monastero di via San Vincenzo, trovarono le religiose raccolte in preghiera davanti all’immagine sacra. Si soffermarono e caddero in ginocchio. Da feroci e crudeli, in un attimo divennero mansueti, si alzarono dandosi la mano l’un l’altro e risparmiarono il convento.
Ogni anno l’anniversario è commemorato dalle monache domenicane con una speciale celebrazione.
Nella basilica di San Vincenzo e Santa Caterina De’ Ricci in piazza San Domenico, l’appuntamento è per domani, giovedì 29 alle 7,30 con le Lodi e alle 8 con la messa celebrata dal canonico Luca Rosati, parroco di San Pietro e della Visitazione a Galciana; alle 18,30 la recita del Vespro con la comunità monastica. Domenica primo settembre, alle 8 le Lodi e a seguire la messa celebrata da don Alessandro Magherini, parroco di Tobbiana; alle 18,45 la recita del Vespro e la tradizionale processione della statua della Madonna «dei Papalini» all’interno del monastero. Durante i festeggiamenti la statua della Madonna e il Crocifisso miracoloso di Santa Caterina sono esposti alla grata del coro.
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