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Asl, richieste di danni per oltre due milioni
Sono i casi all’esame del Comitato regionale per la valutazione dei sinistri ma l’Azienda sanitaria conta di dover sborsare meno grazie agli accordi
PRATO. Sono quattro, per un totale di oltre due milioni di euro, le richieste di risarcimento danni derivanti da un presunto errore medico che sono state presentate all’Asl di Prato e sono tuttora pendenti. Il dato è stato fornito dal Comitato regionale per la valutazione dei sinistri, l’organismo costituito dalla Regione per esaminare le richieste danni più importanti, di solito quelle superiori ai 100.000 euro. Questo significa che le richieste di risarcimento sono molte di più (dal conto mancano tutte quelle per importi minori) ma il grosso è rappresentato da queste quattro, che non si sono ancora trasformate in cause civili.
«Il nostro obbiettivo - spiega Riccardo Tartaglia (nella foto a fianco) del Comitato per la valutazione dei sinistri - è chiudere le pratiche in via stragiudiziale, cioè con un accordo prima dell’eventuale causa civile in Tribunale. Nell’80% dei casi finisce così ed è un bene sia per i cittadini che per le Aziende sanitarie, anche perché i tempi si accorciano notevolmente».
Delle quattro richieste di risarcimento pendenti verso l’Asl 4, due riguardano Ostetricia e Ginecologia, si tratta di parti finiti male. Il caso potenzialmente più oneroso per le casse dell’Asl è quello nel quale i danneggiati hanno fatto una richiesta di un milione e 500mila euro. La pratica è in fase di valutazione e l’Asl stima di potersela cavare con molto meno, intorno agli 800.000 euro. Un altro caso dell’area ostetrico-ginecologica è relativo a una richiesta di 250.000 euro.
C’è poi un caso che riguarda l’area medica, il decesso di un paziente a causa, sostengono i familiari, di un’infezione, per il quale l’Asl si è sentita chiedere mezzo milione di euro.
Il quarto caso forse finirà davanti a un giudice, perché il Comitato regionale ha giudicato la richiesta manifestamente infondata e i familiari del paziente, se lo vorranno, potranno tentare la strada del Tribunale.
Secondo il consigliere regionale Gian Luca Lazzeri di “Più Toscana” sono state 183 le richieste di danno per decesso tra il 2011 e il 2012 in Toscana, di cui 63 per interventi, diagnosi o terapie ritenute errate dagli eredi. Dunque la situazione dell’Azienda sanitaria di Prato non sembra particolarmente negativa, almeno rispetto alle altre. Basti pensare alle 18 richieste che riguardano Firenze, alle 17 di Pisa e alle 9 di Siena (dove però sono presenti poli chirurgici universitari). Ma anche qui vicino sono un po’ più alti, per esempio a Pistoia con 8 casi o a Empoli con 5. Dall’inizio dell’anno ci sono state in Toscana 796 richieste di risarcimento (non solo per decessi) per un totale di 6 milioni di euro.
«Le richieste danni fatte all’Asl 4 - commenta il direttore amministrativo Massimo Braganti - sono a livello fisiologico e sono in fase di valutazione, dunque credo che si arriverà a un accordo per cifre più contenute. Fino a quattro anni fa pagavamo tre milioni di euro all’anno più 800.000 euro di franchigia. Ora col nuovo sistema i tempi sono molto più veloci e abbiamo risparmiato un sacco di soldi: in quattro anni non si è arrivati a spendere quello che si spendeva di assicurazione in un anno. Inoltre la gestione delle richieste di risarcimento con il coinvolgimento dei professionisti interni ci consente di valutare meglio l’eventuale errore e di farne tesoro perché non si ripeta in futuro».
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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