Gioco
La politica applaude il vescovo che parla nel nome dei poveri
Dal centrosinistra al centrodestra passando per i 5 Stelle sostegno unanime alle parole di monsignor Agostinelli
PRATO. Arriva un coro di consensi bipartisan per il messaggio del vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, che ha detto di volersi fare «portavoce di chi voce non ce l’ha».
Frase che arriva a pochi giorni dall’appello alla banca Popolare di Vicenza nel quale chiede all’istituto di credito di rivedere la decisione presa in merito all’ipotesi di chiusura del Monte dei pegni.
«Reputo monsignor Agostinelli – dice Massimo Carlesi capogruppo Pd in consiglio comunale – una figura autorevole e sensibile. In poco tempo si è reso conto della sofferenza di Prato e oggi il suo messaggio e il suo modo di fare, che rappresenta quello della Chiesa locale, rivestono un importante ruolo di supplenza, così come già avvenuto con il suo predecessore Gastone Simoni. Ci troviamo davanti a una città che non si rende conto di vivere una crisi di testa, prima ancora che economica e non affronta i problemi che ci sono. Ecco quindi un pastore che legge i tempi di una Chiesa moderna e in vista del futuro».
«Va fatta una riflessione forte da parte di chi ha in mano l’amministrazione della città - dice Carlesi - non solo sotto il profilo politico ma istituzionale in generale. Prato deve scuotersi dalla consuetudine che si è appiccicata addosso come un francobollo. Le sfide del futuro non si vincono pensando al passato, ma guardando avanti e affrontando i grandi temi come l’innovazione tecnologica e il pluralismo etnico e culturale. Le parole di Agostinelli viaggiano sulla scia lasciata dal vescovo emerito Simoni e vanno di pari passo all’operato di Papa Francesco. L’apertura alle altre religioni richiamata dall’attuale Pontefice è la stessa di Agostinelli: un esempio è il consenso del vescovo verso lo spazio multiculto che aprirà nel Nuovo Ospedale».
Il plauso per il modo di fare del vescovo arriva anche da Fausto Barosco (Movimento 5 Stelle).
«Da bambino – dice Barosco – frequentavo l’oratorio e ho il ricordo di preti che operavano sul territorio; persone semplici e che si davano un gran da fare per i bisogni della comunità. Quindi se oggi vedo un vescovo che si spende per la città e per i suoi problemi non posso che esprimere il mio compiacimento. Mi auguro che l’esempio di monsignor Agostinelli sia fattivo e che il presule possa essere come Papa Francesco».
E come il presule apre alle altre religioni così anche chi cattolico non è approva in pieno quanto sta facendo Agostinelli. Come Nicoletta De Angelis (Sel) che, pur definendosi non cattolica, apprezza l’apertura del vescovo. «È un segnale importante – dice – un vescovo che scende in mezzo alla gente per dimostrare la sua vicinanza non solo dal punto di vista spirituale, che è importante, ma cercando di capire quali sono i problemi di oggi. Questa apertura deve essere accolta anche dalle altre religioni e dalle forze politiche e tutti insieme collaborare per un intento comune che è quello di dare un aiuto a chi ne ha bisogno. Perché la povertà non ha né colore politico né un credo».
Alla De Angelis fa eco Diego Blasi (Sel) che apprezza come il vescovo sia a sostegno delle fasce più deboli.
Per il vice sindaco Goffredo Borchi il vescovo si muove sul solco tracciato dalla Chiesa pratese da sempre. «Senza dubbio quanto detto da Agostinelli – esordisce Borchi – è da condividere ed è un percorso che dovremo fare insieme, perché gli ultimi non devono mai sentirsi soli».
Per quanto riguarda la vicenda della chiusura del Monte dei pegni il vice sindaco sostiene che sia un problema da affrontare e spiega come il Comune farà tutto il possibile perché questo importante servizio resti. «L’atteggiamento del vescovo è importante – aggiunge - e deve servire da stimolo, perché tutti dobbiamo stare dalla stessa parte ora più che mai visto il momento difficile che stiamo attraversando. Intanto, l’amministrazione comunale attraverso gli assessorati, soprattutto quello al sociale, si sta muovendo in aiuto delle persone in difficoltà».
«Guai ad essere dei cristiani tiepidi», dice l’assessore comunale all’integrazione Giorgio Silli, pienamente d’accordo con l’apertura di un luogo multiculto all’Ospedale. «Il pensiero del vescovo – spiega - rispecchia il mio. Bisogna rispettare la libertà di culto e questa scelta è in sintonia con la nostra città dove le comunità religiose presenti sono tante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
