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Undici cani rischiano lo sfratto nelle campagne di Vernio
Il Comune ha intimato al proprietario di trovare un’altra sistemazione dopo le proteste dei vicini infastiditi dai guaiti degli animali
VERNIO. Undici cani rischiano di essere trasportati al canile se, entro il 15 di settembre, Angelo Milani non troverà una soluzione per mettersi in regola con due ordinanze, una relativa ad un abuso edilizio, l'altra al disturbo della pubblica quiete.
Il sindaco di Vernio, infatti, ha firmato il 16 agosto un'ordinanza per trasferire gli animali in un altro luogo o trovare una soluzione differente per evitare che il loro abbaiare crei disturbo ai vicini.
«I cani – si difende Milani – sono 11 e non 18 come scritto nell'ordinanza, inoltre l'abuso edilizio che mi viene contestato non c'è mai stato. Avevo creato delle tettoie per riparare gli animali secondo le indicazioni dell' Asl che venne ad ispezionare il luogo nel 1990. L'amministrazione mi ha intimato di smantellare queste strutture e io ho provveduto sostituendole con dei teloni in modo da mantenere un posto all'ombra. Per quanto riguarda il rumore credo che non sia assolutamente possibile che l'abbaiare dei miei cani si possa sentire in paese, l'abitazione più vicina è a 600 metri di distanza, forse lì si può percepire qualche latrato, ma è sicuramente sopportabile».
Milani che è un cacciatore, è stato per oltre vent'anni caposquadra della pattuglia Valbisenzio, è disposto anche a diminuire il numero dei cani, ma vuole essere certo che trovino una collocazione idonea. «Se dovessi tenerne soltanto quattro - spiega - gli altri sei dovrebbero essere portati al canile. Chiedo solo un po' di tempo; alcuni sono vecchi, altri capita che qualche cacciatore me li chieda, sono consapevole che possono arrecare qualche fastidio, del resto anch'io invecchio e mi rendo conto che non posso più governare tanti cani». L'amministrazione, però sembra non voler aspettare; entro il 15 settembre se i cani non saranno allontanati dalla località Forrico il terreno sarà anche sequestrato.
«A Vernio – continua Milani – non ci sono terreni disponibili, mi dispiace per il proprietario dell'appezzamento, ma io non ho al momento nessuna soluzione a portata di mano». Intanto il cacciatore si è rivolto ad un avvocato per trovare una soluzione. «Avrei voluto percorrere una strada più amichevole – spiega – ma il sindaco non ha voluto trattate». Dall'amministrazione, intanto, fanno sapere che si sono mossi in seguito ad una denuncia arrivata alla Polizia municipale.
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