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Borchi, solo la Regione può salvare la Fattoria Medicea

Borchi, solo la Regione può salvare la Fattoria Medicea

L’assessore all’Ambiente rilancia l’idea realizzare un centro di esposizione permanente dei prodotti agroalimentari toscani

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PRATO. Solo la Regione può salvare la Fattoria Medicea di Tavola. A dirlo è l’assessore all’ambiente Goffredo Borchi secondo cui, dato che «con la spendig review i comuni non possono acquistare beni immobili nell'anno 2013 il Comune di Prato non potrà partecipare» all’asta per le Cascine. E quindi «non rimane che la Regione Toscana».

«Fino dall'inizio della legislatura, nel 2009, l'amministrazione comunale - afferma Borghi in un intervento - ha cercato in ogni modo di mettere al centro dell'attenzione generale la Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola. Non si è trattato soltanto di manifestare nel tempo la grande preoccupazione per le condizioni statiche del complesso edilizio, per il sequestro e quindi il blocco del cantiere da parte della magistratura nel 2008. L'amministrazione Cenni ha presentato più volte alla Regione Toscana un progetto di recupero complessivo del Parco delle Cascine, che in parte ha finanziato, comprendente i suoi edifici rurali, la rimessa delle barche, il riallagamento dei canali e soprattutto la Fattoria per la sua indiscussa valenza storica, artistica e ambientale. Ed è proprio con questo progetto che il comune individua nella fattoria il luogo ideale per la realizzazione di un centro regionale di eccellenza agroalimentare».

Sostiene Borchi che proprio alle Cascine «realizzare oggi un centro di esposizione permanente dei prodotti agroalimentari toscani ed al tempo stesso portarvi un distaccamento della Facoltà di Agraria, significherebbe coniugare il mondo della ricerca universitaria a quello delle eccellenze toscane che già in buona parte sono protagoniste sui mercati di tutto il mondo. Tutto questo passa necessariamente attraverso la riacquisizione della Fattoria Medicea e l'occasione, unica, è la prossima asta pubblica a seguito del fallimento della attuale proprietà».

L’unica possibilità di realizzare il progetto passa per la Regione Toscana. «Condividere questo progetto, confermare la volontà di investire nel "Parco agricolo della Piana" - conclude Borchi - certamente ambizioso ma fattibile, credere che insieme si possano attivare importanti finanziamenti europei, realizzare insieme un investimento che non soltanto salverebbe un bene storico ed architettonico unico in Italia, ma che certamente darebbe un forte impulso economico al settore agroalimentare toscano, con importanti e positive ricadute occupazionali. Tutto questo penso sia una occasione unica da non perdere».

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