La protesta
Cento votazioni, ma quel giorno era malato
Lo scrittore-deputato spiega perché non è un assenteista: preferisco lavorare in commissione
PRATO. Si fa presto a gridare all’assenteismo. Per il deputato Nesi, il fatto di non trovarsi in aula al momento del voto non significa venire meno all’impegno di parlamentare. Vero è che i dati di “Openpolis” non tengono conto delle presenze in commissione, tanto che nella nostra rilevazione siamo stati attenti a incrociare i dati con quelli dei siti di Camera e Senato. E questo il premio Strega lo fa notare. Esistono poi le combinazioni fortuite. «Ero malato proprio nel giorno in cui hanno fatto cento votazioni di seguito», confessa. L’impegno del parlamentare, secondo Nesi, va oltre la presenza in aula. «Che pure è importante ma, personalmente, ho scelto di concentrare il lavoro in commissione (Attività produttive, ndr) e all’interno del partito dove sto portando avanti progetti importanti legati al made in Italy». Prendiamo un altro caso, quello di Riccardo Mazzoni, “l’onnipresente” di Palazzo Madama: i suoi impegni si sono intensificati rispetto all'ultima legislatura quando si trovava alla Camera. Qui aveva presentato nel 2012 un Ddl per una “legge speciale” per Prato vista la sua peculiarità in materia d’immigrazione. Non ha perso tempo Mazzoni, tanto da riproporlo ora al Senato. «Faccio parte di tre commissioni e il lavoro ora è più stimolante - fa notare -. Le interrogazioni che presento hanno sempre una risposta, alla Camera non era così». Mazzoni si prepara per un autunno “caldo”: l'obiettivo è ridurre i costi energetici delle imprese, come insegna la realtà del distretto pratese, chiedendo un intervento del ministro Zanonato. «Stiamo pensando a un’interrogazione congiunta da presentare alla Camera e al Senato con gli altri colleghi pratesi».
Quanto all’alto tasso di presenze, Mazzoni non si autoelogia. «Diciamo che deve essere così visto quanto siamo pagati…». (m.l.)
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