Toscana
Rischio amianto C’è la conferma
Arpat e Asl ordinano la bonifica delle fabbriche bruciate Il vento ha soffiato anche verso Cafaggio e Grignano
PRATO. I tetti delle fabbriche bruciate all’alba di lunedì in via del Ferro contenevano amianto. Lo hanno confermato ieri Arpat e Asl, che hanno ordinato una bonifica urgente dell'area sollecitando il Comune a emettere un’ordinanza in questo senso nei confronti dei privati. In particolare l'Arpat ha spiegato in una nota che le fibre di amianto si sono distribuite su "una vastissima area", ma anche che la concentrazione è stata molto diluita dalle condizioni atmosferiche (poco vento). Le fibre disperse e trovate in tutti e quattro i campioni prelevati dall'Arpat in quello che resta delle aziende New Track e Gremon Fashion sono di "amianto crisotilo", la varietà più comune.
In una nota l'Asl aggiunge che «gli operatori del Dipartimento di prevenzione sono intervenuti in accordo con Protezione civile, vigili del fuoco e Arpat per seguire l'evolversi della situazione a tutela della salute delle popolazioni e dei lavoratori che si trovavano nelle aree circostanti, dando assistenza a tutti coloro che chiedevano informazioni e indicazioni. A seguito degli accertamenti effettuati nel corso dei suddetti interventi e sulla base delle informazioni raccolte sono stati assunti i seguenti ulteriori orientamenti».
«L'Unità funzionale Igiene Alimenti e Nutrizione dell'Asl - aggiunge la nota - nei confronti dell'azienda che svolgeva attività di magazzino alimenti e che è risultata coinvolta nell'incendio, è intervenuta presso il titolare affinché assuma i provvedimenti del caso per l'attuazione del piano di autocontrollo e la distruzione degli alimenti danneggiati».
«La situazione è sotto controllo e con la bonifica si tornerà alla normalità - spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione, Aldo Fedi - ma non si può negare che c’è stata dispersione di fibre di amianto su un’area molto vasta. In questi casi non c’è un livello di sicurezza. Tutto quello che è superiore allo zero è potenzialmente dannoso, anche se va detto che c’è un livello di fondo naturale, indipendentemente dagli incendi che coinvolgono coperture in amianto, al quale siamo tutti esposti. Per fortuna lunedì il vento era molto debole e dovrebbe aver limitato i danni».
Arpat, sulla base delle rilevazioni delle centraline per il controllo dell’aria, stima che il vento, nelle ore immediatamente successive all’incendio, abbia soffiato prevalentemente in direzione ovest e nord-ovest.
Dunque la zona più coinvolta sarebbe il Macrolotto industriale e, solo in parte, zone più abitate come Cafaggio e Grignano.
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