Gioco
«Cenni assolve Asm e si autoassolve»
Il Pd infuriato chiede di azzerare le decisioni. Carlesi: «Il conflitto d’interessi c’è anche per l’azienda»
PRATO. Il Partito democratico spara alzo zero sulle nomine Asm, in particolare se la prende con le responsabilità del sindaco Roberto Cenni nella riconferma del presidente Alessandro Canovai e del direttore Sandro Gensini giudicate «sconcertanti e inappropriate». Il ragionamento del presidente Pd Massimo Carlesi (accompagnato da Maria Grazia Ciambellotti, Roberto Mennini, Ilaria Santi, Andrea Colzi) è semplice: «Quando sapemmo della vicenda Bcc–Bettazzi, al netto delle indagini penali che non ci interessano, parlammo di un gravissimo conflitto di interessi che per noi esiste anche nei confronti di Asm». L’onore delle armi è per l’ex presidente del consiglio che si è dimesso dalla carica e che lascerà il seggio in consiglio comunale, l’affondo invece è per Cenni: «La decisione del sindaco - continua Carlesi - ha un triplice significato: ha assolto i vertici Asm da una vicenda dai contorni ancora non chiari, ha condannato Bettazzi che è stato l’unico per il momento a pagare e si è auto assolto» .
Ribadiscono la necessità di azzerare i vertici di una società «che ha dimostrato - continua Carlesi - di non sapere nemmeno interloquire con il sistema bancario in caso di necessità. Per quale motivo i vertici dell’azienda vengono pagati se hanno bisogno di un intermediario per ottenere un fido da una banca della quale oltretutto sono soci? » Parla di reticenza del sindaco e di sospetti nella gestione: «Non è che si è voluto mantenere al suo posto il direttore - insinua Carlesi - perchè se andasse un altro si scoprirebbero cose che invece devono restare coperte?» «Un’altra questione sciagurata - incalza Carlesi - riguarda l’annuncio di 40 assunzione sulle quali non c’è alcun bando comunale e non ci sarà. Non si possono prendere in giro persone che cercano lavoro. Se e quando qualche assunzion verrà fatta - conclude Carlesi - sarà da parte di società private che prenderanno in appalto il servizio della raccolta porta a porta che verrà esternalizzato».
Fausto Barosco del Movimento 5 Stelle la butta sull’ironia in un post sul suo profilo Facebook. «In una municipalizzata con 300 dipendenti, unico gestore di rifiuti, 58 milioni di euro di fatturato, 60 milioni di debiti (più di 30 solo con le banche ), il sindaco Roberto Cenni come ha fatto a non confermare il presidente Canovai ed il direttore Gensini dopo queste mirabolanti performance? Perché in un qualsiasi campo della vita gli inetti vengono scartati e nelle municipalizzate invece vengono promossi? Forse è il caso di ripensare alle municipalizzate, sicuramente è il caso di ripensare ad Asm».(c.o.)
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