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Risarcimenti, una richiesta a settimana

Risarcimenti, una richiesta a settimana

Lo smarrimento della dentiera è la casistica più diffusa. L’Asl: «In questo caso niente soldi, ma solo un apparecchio nuovo»

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PRATO. Più che al bisturi, occhio alla dentiera. Sembra impossibile, ma una delle principali cause di richiesta di risarcimento danni all'Asl 4 di Prato (ma non solo) non è rappresentata dalla dimenticanza di una garza o di un bisturi nell'addome di un paziente, da un'errata diagnosi o, ancora, da un intervento chirurgico non perfettamente riuscito. Una delle casistiche principali di richiesta di risarcimento danni è infatti costituita dallo smarrimento della dentiera da parte di un paziente.

«Si tratta di richieste di importo non particolarmente rilevante - spiega il direttore amministrativo dell’Asl Massimo Braganti - ma sommandole il volume diventa significativo. Con una decina di queste richieste si arriva a dover corrispondere cifre che possono oscillare tra i 5 e i 9mila euro». Un salasso ciclico, con il sospetto - da parte dell’Asl - che qualcuno ci marci. E allora?

«E allora, abbiamo deciso - aggiunge Braganti - di corrispondere a queste richieste non con l’esborso di danaro, ma con la fornitura, da parte dei nostri specialisti, di una nuova dentiera». In questo modo, chi volesse tentare di fare il furbo non ricaverà alcun beneficio monetario, mentre i pazienti a cui è stata smarrita la dentiera otterranno un adeguato risarcimento. La perdita della dentiera non è un fenomeno particolarmente raro. Se la tolgono i ricoverati, e non solo per dormire, se la tolgono i pazienti al momento di effettuare una serie di esami medici, anche in ambulatorio.

Una richiesta a settimana. Le richieste di risarcimento danni sono molto frequenti, anche se il loro numero è in diminuzione. Lo scorso anno sono state 51, giusto una alla settimana e quest’anno la tendenza è molto simile, visto che nei primi sette mesi dell’anno siamo a quota 33. In compenso, nel 2011 le richieste erano state decisamente di più: ben 75.

Le trattative. Ovviamente, non tutte le richieste vengono accettate. Anzi, solo una piccola parte viene riconosciuta autonomamente dall’Asl. Nel 2010, ad esempio, ci sono state 66 vertenze, 24 delle quali liquidate e 27 respinte. Le altre 15 sono finite di fronte al giudice. Nel 2011, delle 75 richieste solo 11 sono state liquidate, 36 sono state respinte, mentre per 28 casi è stata aperta una causa. Lo scorso anno, delle 51 richieste, 5 sono state liquidate, 11 sono state respinte e 35 sono finite in tribunale. Quest’anno, infine, su 33 casi, solo uno è stato definito in maniera bonaria dall’Asl, tre sono state respinte e 29 hanno preso la via del giudice civile. Quindi, diminuisce il numero delle richieste di risarcimento, ma crolla anche il livello delle trattative stragiudiziali.

I risarcimenti. L’entità dei rimborsi è comunque modesta: 700 euro quest’anno, 8mila l’anno scorso, 358mila nel 2011 e 390mila nel 2010.

Il contenzioso. In giudizio, però, l’Asl 4 è stata condannata a pagare 107mila euro lo scorso anno e 378mila nel 2011, anche se è ancora pendente una causa da un milione di euro.

Il risparmio. Dunque, nel 2011 l’Asl 4 di Prato ha pagato complessivamente 736mila euro di risarcimenti. «Come sinistrosità siamo tra i più bassi della Toscana - aggiunge Massimo Braganti - e da quando siamo passati alla gestione diretta abbiamo risparmiato tantissimo.

L’ultimo anno di contratto avevamo pagato all’assicurazione tre milioni di premio con una franchigia di 800mila euro».(c.b.)

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