Il Tirreno

Prato

Inaugurazione certa del nuovo Pecci Con o senza Regione

Il sindaco Roberto Cenni è chiaro sul futuro del museo «Il Comune i soldi li ha e la nostra parte di lavori va avanti»

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PRATO. «Il Centro della contemporaneità toscana aprirà a marzo 2014». Il presidente del Centro Pecci, nonché sindaco, Roberto Cenni non ha dubbi sulla data di apertura del raddoppio museale e aggiunge «anche se non sarà finita la risistemazione del vecchio edificio». Del resto nel bilancio preventivo, approvato dal consiglio comunale nei giorni scorsi, nella voce investimenti non manca il milione 240 mila euro destinato a ultimare i lavori del nuovo edifico disegnato da Maurice Nio, nè la somma necessaria per la sistemazione esterna, ovvero i giardini con tutte le installazioni della collezione permanente. In bilancio ci sono quindi 2,6 milioni di euro più 200 mila euro già previsti nel 2012, ma non ancora spesi, finalizzati alla manutenzione straordinaria del vecchio e per finire il nuovo. Di questa cifra totale però ben 1.560 mila euro dovrebbero arrivare da un contributo regionale. In parole povere con i soldi del Comune si porta a termine la realizzazione del nuovo edificio, compresa l’area a verde circostante, mentre per la risistemazione del primo edificio museale disegnato da Italo Gamberini si provvederà con i soldi della Regione. E qui sta la novità, ovvero il presidente Cenni inaugurerà il nuovo Pecci a marzo 2014 , qualunque sia lo stato dei lavori per la sistemazione del “vecchio” .

«Siamo convinti che la Regione provvederà a finanziare la somma nei tempi dovuti cosicchè entro la prossima primavera, sarà già pronto tutto il nuovo Centro della contemporaneità toscana - spiega Cenni - ma qualunque cosa avvenga noi taglieremo comunque il nastro del nuovo Pecci». E non è solo questo ciò che divide Regione e Comune - quest’ultima non certo interessata più di tanto ad un’inaugurazione prima delle elezioni comunali della tarda primavera 2014 - ma anche la questione del “Pecci Milano”.

«Abbiamo preso accordi con la proprietà per continuare, naturalmente sempre senza alcun canone d’affitto, la programmazione almeno fino alla fine di quest’anno e poi vedremo», sottolinea il presidente Cenni, da sempre convinto dei possibili benefici dall’avere una qualificata base d’appoggio per la Toscana nella capitale meneghina in vista di Expo 2015, mentre l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti ha di recente confermato di non voler disperdere risorse proseguendo in altre iniziative milanesi.

Cenni tira dritto e infatti alla direzione artistica del Pecci, retta da Stefano Pezzato, è stato chiesto di proseguire nel programmare l’attività espositiva autunnale per la sede di Milano.

Intanto a Prato tutto è fermo. Da lunedì scorso nella sede di viale della Repubblica il personale è in ferie fino al 25 agosto. E dopo? Su questo Cenni rimanda tutto a dopo la nomina nuovo direttore, una figura unica (sia tecnica amministrativa e artistica) da individuare attraverso un apposito bando regionale, ora in via di elaborazione negli uffici regionali , dopo l’accordo fra Comune e Regione sulle “caratteristiche” del nuovo direttore. A questa figura spetterà anche la riscrittura dell’organizzazione operativa, ovvero del personale , soprattutto in funzione dei nuovi obiettivi del nuovo Centro della contemporaneità toscana, ovvero non solo arte, ma anche architettura, cinema, design, video, moda, comunicazione.

Nel frattempo però i dipendenti del Pecci, attraverso le organizzazione sindacali, hanno deciso di chiedere un incontro, naturalmente a settembre, con il cda per conoscere il loro futuro.

Riccardo Tempestini

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