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Prato

Il medico Armellini contrario a lasciare a Prato il coordinamento del 118

Il medico Armellini contrario a lasciare a Prato il coordinamento del 118

Lo psichiatra dell’Asl risponde ai Tripodi e Ricciarelli: «Non sempre piccolo è bello: i servizi devono avere dimensioni adeguate»

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PRATO. Il 118 a Prato non è detto sia la scelta giusta. A sostenerlo è Marco Armellini, responsabile di salute mentale infanzia e adolescenza dell’Asl di Prato. E con una lettera risponde a Simone Tripodi e Francesco Ricciarelli che hanno promosso un comitato per fare restare a Prato la centrale del 118.

«Questa battaglia - scrive il medico - suscita parecchie perplessità, anche se appare indiscutibile che la tendenza della sanità toscana (gestita personalmente ormai da dodici anni dal Governatore Enrico Rossi) è stata finora di potenziare i tre poli ospedaliero-universitari, o comunque di difenderli in misura maggiore di quanto è accaduto alle altre aziende sanitarie. Questa tendenza ha avuto e avrà costi non indifferenti per l'organizzazione del Sistema Sanitario e per la salute dei cittadini, perché realmente ha ridimensionato alcune attività eccellenti della periferia. Questo, però, non significa che, all'opposto, la risposta giusta sia quella di difendere sempre e comunque l'esistente, cavalcando spinte localistiche, soprattutto quando si affrontano temi come la gestione delle emergenze sanitarie».

«Rispetto al cittadino con un problema acuto o acutissimo - scrive Armellini - il problema è di portarlo nel tempo più breve nel luogo dove può avere un'assistenza appropriata, e nel frattempo dargli le prime cure. Ci vuole quindi una rete di strutture specializzate, un team dell'emergenza in grado di fare subito le scelte giuste, e una centrale in grado di indirizzare i soccorritori nel posto giusto più vicino. Non è detto che la dimensione della nostra provincia sia sempre quella giusta per fare questo lavoro. Inoltre lo spostamento della centrale del 118 non è altro che il conferimento della funzione di ricezione chiamate (come fa un call center) e attivazione della rete di emergenza territoriale, presso una struttura che abbia le dotazioni tecnologiche e di funzionamento che consentano le migliori condizioni di sicurezza e rapidità per mobilizzare sul luogo del bisogno le risposte mediche, infermieristiche e del volontariato più adatte a quel bisogno e che costituiscono nella loro articolazione la rete dei servizi 118. La rete dei servizi 118 non viene quindi affidata alla gestione di un'altra azienda ma rimane in capo all'azienda usl 4 di Prato».

«Non sempre piccolo è necessariamente bello, e sono abbastanza vecchio da essere stato testimone delle lotte dei Comuni per difendere i piccoli ospedali sulla fine degli anni '90; quei piccoli ospedali, oltre ad avere dei costi insostenibili, producevano danni e ritardi, anziché salute. Non rifacciamo oggi gli errori di allora, per convenienza elettorale: per funzionare bene, un processo organizzativo, in particolare nell'ambito della salute, deve avere delle dimensioni adeguate, e la rete delle emergenze non fa eccezione. Nessuno deve morire o essere curato in maniera non adeguata per non aver potuto raggiungere il posto giusto, e per fare questo ci deve essere un coordinamento molto stretto tra tutte le risorse, specialmente nell'area compresa tra Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli, che ospita metà della popolazione della nostra Regione».

«Non diamoci le risposte prima di aver fatto le domande giuste. Può darsi che la soluzione migliore non sia né quella centralistica né quella locale, ma quella, ad esempio, della rete, in cui Prato può svolgere funzioni fondamentali. Ma prima della battaglia per la Centrale 118 c'è da farne una più forte per dimensionare il personale dei servizi in base ai bisogni e non al patto di stabilità, per decidere le dimensioni e le risorse dei percorsi assistenziali, per impedire alle aziende ospedaliero-universitarie di fare quello che dovrebbero fare le altre aziende e farsi pagare due volte. Questo, solo per fare qualche esempio dei problemi aperti».

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di Redazione web