Cavicchi: un modello da rivedere
PRATO. Ci sono le vacanze, la pezza può attendere. Si chiudono i cancelli dei lanifici. Pausa obbligata anche per lavorazioni come tintorie e rifinizioni. La catena della filiera, del resto, è fatta...
PRATO. Ci sono le vacanze, la pezza può attendere. Si chiudono i cancelli dei lanifici. Pausa obbligata anche per lavorazioni come tintorie e rifinizioni.
La catena della filiera, del resto, è fatta di tanti anelli concatenati fra loro.
«Chiudere ad agosto sarebbe un peccato ma c’è il problema delle consegne - è la riflessione del presidente dell'Unione industriale Andrea Cavicchi - perché alcune lavorazioni esterne chiudono. Forse bisognerebbe ripensare a un modello nuovo di organizzazione della filiera per dare almeno un servizio a ranghi ridotti in città sotto agosto. E’ un’evoluzione cui bisogna pensare, magari efficientando le produzioni nell'ottica, appunto, di dare un servizio maggiore per la clientela».
Il guaio è il lavoro che di questi tempi si fa vedere con il contagocce. Gli ordini non abbondano: è la fotografia del distretto di questo periodo.
«Tra i lanifici c’è chi funziona e regge bene, come nel caso di chi produce tessuti tecnici e linee particolari, e chi non funziona. Quelli che funzionano e che potrebbero tenere aperto d'agosto si ritroverebbero strozzati dalle consegne, venendo a mancare tintorie e rifinizioni».
Dal canto loro, rifinizioni e tintorie necessitano di un’alimentazione a ciclo continuo per cui, a tenere accese per un mese le macchine, con il poco lavoro ci rimetterebbero soltanto.
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