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Prato, aria di smobilitazione artistica a Palazzo degli Alberti

Prato, aria di smobilitazione artistica a Palazzo degli Alberti

Tolto il gonfalone dall’esterno della sede della Banca Popolare di Vicenza che indicava la presenza della Galleria

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PRATO. Aria di smobilitazione alla Banca Popolare di Vicenza, dal punto di vista artistico-culturale. Dall’esterno della sede centrale di via degli Alberti questa mattina, 2 agosto, è sparito il gonfalone che informava della presenza all’interno del Palazzo degli Alberti della storica collezione di opere d’arte.

Sulla ragione della rimozione ieri non è stato possibile avere chiarimenti ufficiali. Una delle ipotesi è che la Galleria degli Alberti sia al momento chiusa e quindi non visitabile per un certo periodo. Un’altra, più tranquillizzante, è che si sia voluto sostituire il gonfalone dal colore sbiadito con uno nuovo.

Comprensibile comunque la preoccupazione dei pratesi legati alle preziose opere d’arte visto che non solo alcuni capolavori («Il crocifisso con cimitero ebraico» di Giovanni Bellini, la «Madonna col bambino» di Filippo Lippi e la «Coronazione di spine del Caravaggio») non rientreranno a Prato, ma altre dieci opere della raccolta di opere oggi in Palazzo degli Alberti saranno trasferite a Vicenza. Si tratta di opere del Seicento Fiorentino, opere (tra gli altri) di Bernardino Mei, di Santi di Tito e di Justus Sustermans. E il gonfalone rimosso ha tutta l’aria di un cattivo presagio.

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