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Prato

Aiuti per i morosi, è protesta

Aiuti per i morosi, è protesta

Gli abitanti delle case ad affitto calmierato di via Lamarmora sono rimasti fuori dall’elenco

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MONTEMURLO. Tornano alla carica gli inquilini delle case ad affitto calmierato di via Lamarmora. A incendiare la miccia della protesta, sono state le domande per i contributi dedicati agli inquilini sotto sfratto per morosità: sono state sei le famiglie di via Lamarmora a farne richiesta, ma solo a tre famiglie è stato accettato il contributo. «Guarda caso - spiega un'inquilina - proprio a coloro che non si sono mai esposti in prima persona. Coloro che invece in questi anni hanno protestato, si sono visti rifiutare il contributo». Ormai da anni un gruppo di condomini del complesso di via Lamarmora è ai ferri corti con Epp e amministrazione comunale, per quello che loro ritengono essere un trattamento non corretto. «Siamo entrati in queste case due anni fa - continua l'inquilina - con tante speranze, che sono state però disattese. Nella casa in cui vivevo prima pagavo 650 euro al mese, adesso ne pago 720. Come può essere questo un modo di aiutare chi non riesce a pagare l'affitto?» Le storie sono simili: alla base c'è sempre un affitto troppo alto. «Io prima pagavo 720 euro - spiega un'altra inquilina - adesso più di 900. Avrei potuto pagarmi un mutuo». Gli inquilini hanno affisso dei manifesti fuori dagli alloggi, affermando che continueranno la protesta a oltranza, fino a che non verrà fatta chiarezza. «Non sappiamo più come farci ascoltare, siamo stanchi e arrabbiati - spiega un'inquilina - se rimanevo dove mi trovavo, adesso potrei avere il contributo per l'affitto e una serie di agevolazioni, che non ho in quanto vivo in una casa ad affitto calmierato, che è già considerata un'agevolazione. Il fatto è che la situazione non è migliorata rispetto a due anni fa, quando abbiamo preso possesso delle case: chi era in cassa integrazione ha perso il lavoro». A far chiarezza sulla questione dei contributi per chi si trova sotto sfratto, è l'assessore alle Politiche Abitative, Nicola Ciolini: «Il contributo viene erogato alla Regione, non dal Comune. Per averlo è necessario dimostrare di rientrare in alcuni requisiti, come il fatto che la propria situazione personale sia cambiata e che si possa in futuro pagare l'affitto regolarmente. Non c'è nessuna discrezionalità da parte della Regione, si tratta di requisiti oggettivi».

Quindi niente a che vedere con chi aveva protestato e chi no. «Anzi, il Comune di Montemurlo aveva richiesto alla Regione di accettare anche le domande di chi abita negli alloggi ad affitto calmierato - continua Nicola Ciolini - perché questi inquilini, originariamente, non avevano la possibilità di fare la domanda, in quanto considerati già agevolati. Ma abbiamo chiesto che la regione ampliasse la possibilità anche a loro».

Stella Mattioli

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di Redazione web