Sicurezza
Alfano non arriva a Prato: e sono subito illazioni
Il ministro aveva fatto sapere di dover partecipare ai funerali in Irpinia ma lì c’era Letta. Mazzoni: «Ha dovuto sostituire il premier»
PRATO. Poteva avere l'aria del bidone, ma assicurano dalle parti del Pdl che non è così. Angelino Alfano aveva fatto sapere di non poter arrivare a Prato – come inizialmente stabilito – per incontrare le istituzioni cittadine e firmare il rinnovo del patto per la sicurezza con il prefetto. Un altro impegno era nel frattempo entrato in agenda: la partecipazione ai funerali di Stato per i 38 morti dell'incidente del pullman precipitato dal viadotto sull'A16. Ma a rappresentare il governo non c'era il ministro degli Interni, bensì il premier Enrico Letta. Col passare delle ore e l'assenza di ogni notizia dall'Irpinia di Alfano il mistero si è infittito, diventando subito un interrogativo su Facebook e social network: forse voleva evitare l'arena pratese tormentata da una crisi di maggioranza temporaneamente rattoppata? Un'ipotesi che andrebbe esclusa a sentire le parole del senatore, Riccardo Mazzoni: “Ha dovuto sostituire il presidente del consiglio in alcuni incontri romani”.
E per fugare ogni dubbio su questa eventualità rivela che ci sarebbe la garanzia da parte del ministro per toccare Prato prima del passaggio di consegne fra il prefetto uscente Maria Guja Federico e quello entrante Maria Laura Simonetti: entro la pausa estiva, quindi, o al massimo a fine agosto. Un dettaglio per dimostrare in questo caso la buonafede del ministro. «Certo, qua a Roma – prosegue il senatore – dobbiamo prima capire se condannano Berlusconi e se cadrà il governo». Il principale interessato sul fronte politico dalla sua assenza, l'assessore alla sicurezza Aldo Milone col registro dell'ironia accredita un'ipotesi più maliziosa: “Sarebbe poco credibile se avesse saltato l'appuntamento in città per dover stare vicino a Berlusconi in vista della sentenza in Cassazione, perché si sapeva che non sarebbe arrivata oggi”. Due punti di vista, quello di Mazzoni e di Milone. Eppure legati allo stesso anello di congiunzione: il patto per la sicurezza, i rinforzi fra le forze nell'ordine e le risorse per il contrasto all'illegalità economica sono appesi alle sorti giudiziarie del presidente del Pdl.
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