Lutto
Oltre 6.500 persone si sono rivolte alla Caritas in 6 mesi
In estate il disagio si acutizza e lo sportello rimane aperto «Aumentano gli stati depressivi e non vanno sottovalutati»
PRATO. I servizi Caritas non vanno in vacanza, anzi nel periodo estivo le emergenze sociali ed economiche si acutizzano; anche con il caldo e la città in ferie le bollette, i mutui e gli affitti vanno pagati, i bambini non vanno a scuola, ma continuano a mangiare. A questo si aggiungono anche problemi depressivi che non devono essere sottovalutati. «É proprio per non interrompere questa prossimità con chi nella vita è meno fortunato e tende una mano per chiedere il pane quotidiano – spiega la direttrice della Caritas Idalia Venco - che la Caritas diocesana terrà sempre aperti, esclusa la settimana di ferragosto,i suoi uffici». Nei primi sei mesi del 2013 nei Centri di Ascolto Caritas sono stati fatti 6,573 incontri (2.471 con italiani, 4.102 con immigrati) con persone che chiedevano aiuto. «Quello che i nostri operatori hanno percepito nel corso degli ultimi anni – spiega Venco - è la crescente necessità da parte delle persone di essere ascoltate, orientate, sollevate dalle loro situazioni di sbandamento, non soltanto attraverso gli aiuti economici, ma con una prossimità partecipe delle proprie vicende dolorose. Un compito non certo facile e realizzabile soltanto con il contributo di tanti volontari che, insieme agli operatori professionali, dedicano gratuitamente il loro tempo e le loro competenze».
Numeri importanti anche nel 2012 quando hanno bussato alle porte dei centri di ascolto diocesani 13.565, di cui 35,6% italiani, il 64,4% cittadini esteri, le persone registrate sono state 3.176, 609 gli italiani, di cui 125 quelli che hanno fatto ricorso alla Caritas per la prima volta, in totale sono stati fatti 760 colloqui . Tra gli stranieri i rumeni (15,1%)sono l'etnia che si rivolge con più frequenza alla Caritas, seguita dagli albanesi (14,5%), dai marocchini (13,8%), dai cinesi (10,9%), dai georgiani e dai nigeriani 9,3%. In cima ad un' ipotetica classifica dei bisogni il lavoro è al primo posto, seguito dalle richieste di contributo economico, abitativo e interventi per motivi legati alla salute.
Molti anche gli anziani che cercano aiuto alla Caritas; le pensioni molto basse spesso servono per il solo pagamento dell’ affitto e sono molti coloro che vivono in stato di indigenza, aggravata anche da problemi di salute e solitudine. «Sempre più spesso – spiegano dalla Caritas - ci viene chiesto da parte delle assistenti sociali e in collaborazione con quelle domiciliari e la parrocchia di riferimento, un accompagnamento per queste persone, per cercare di aiutarle sia nella gestione del loro reddito, sia per essere un punto di riferimento per il disbrigo di pratiche burocratiche o visite mediche. Gli operatori della Caritas hanno anche registrato un nuovo fenomeno dovuto alla crisi economica che riguarda gli stranieri; per quelli che avevano deciso di rimanere a Prato, acquistando anche una casa con il mutuo, con la perdita del lavoro si verifica una vera e propria migrazione al contrario:le donne marocchine, pakistane, del Bangladesh e rumene insieme ai loro figli tornano nei paesi di origine , dove esiste comunque una rete familiare di supporto».
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