Il Tirreno

Prato

LA STORIA

«Conoscere la povertà, ti cambia»

«Conoscere la povertà, ti cambia»

La giovane Camilla Zini racconta la sua esperienza di volontaria

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PRATO. La Caritas non è solo un insieme di servizi, sono soprattutto persone che chiedono e danno aiuto. Tra questi ci sono anche i ragazzi del volontariato sociale, che per dodici mesi condividono un po' del loro tempo con chi vive in situazioni difficili o precarie.

«Sono volontaria da dieci mesi – spiega Camilla Zini – a ottobre scadono i dodici mesi di attività e ho fatto richiesta per il servizio civile. Mi sono occupata di tutto; dal centralino, al centro di ascolto, all' accompagnamento degli anziani nelle strutture sanitarie. Tutte esperienze che mi hanno fatto crescere e maturare, soprattutto quella con i bambini all' interno di un progetto interculturale nella scuola elementare».

Un cambiamento interiore, anche nello stile di vita, che ha fatto riflettere Camilla.

«Sono laureata nella conservazione dei beni artistici, una materia che mi è sempre piaciuta, ma dopo l'esperienza in Caritas ho capito che la mia strada è un'altra; non conservazione dei beni, ma aiuto alle persone. Mi sono anche accorta che esiste un mondo parallelo, inserito in quello reale che io chiamo universo Caritas, ricco di sfaccettature, miserie e povertà. Tutto questo mi ha portato a rivalutare ciò che è essenziale e quello di cui si può fare a meno».

Un impatto, all' inizio un po' scioccante; Camilla non conosceva tutti i servizi erogati dalla Caritas, che era un' entità astratta. «Ogni servizio che ho fatto – continua la volontaria – inevitabilmente mi ha portato ad entrare in contatto con le persone e le loro problematiche, all' inizio ero un po' spesata, mi sentivo inadatta al compito che dovevo svolgere, poi piano piano sono entrata in sintonia con la struttura così ho cercato di far emergere le mie potenzialità utilizzando i mezzi che avevo a disposizione».

Dieci mesi sono volati, come tutte le belle esperienze. Per Camilla sono stati «Una palestra di vita, di incontri, di volti, uno scambio di energie e risorse, terreno in cui la parola d’ordine non è solo accoglienza, ma principalmente prendersi cura».

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