Gioco
Venti anni fa si oppose a Prato, ora raccoglie le firme per un’unica area metropolitana
Paolo Cintolesi ritiene che non sia utile nè la città metropolitana Firenze né una provincia di Prato svuotata di competenze
PRATO. Né con Firenze nè con Prato, o meglio tutti e due assieme. Guarda oltre la città metropolitana Paolo Cintolesi, storico esponente che si oppose venti anni fa alla provincia di Prato nei due comuni medicei, poi diventato il comitato “Oltre”. Nel dibattito che si è aperto dopo il disegno di legge varato dal governo, la vera soluzione per Cintolesi, come per i sindaci di Carmignano e Poggio a dire il vero, rimane un'area metropolitana da Firenze a Pistoia: non la città metropolitana di Firenze nè la 'svuotata' provincia di Prato.
“La legge non prevede un'area metropolitana così, ma una legge la si può sempre fare. Raccoglieremo firme per riaprire un dibattito” annuncia. “Le Province sono enti anacronistici, che solo i partiti non vogliono cancellare - dice Cintolesi -: la loro trasformazione in enti di secondo grado lo svela chiaramente”. Ma Cintolesi lavora con i suoi anche ad un'altra ipotesi: la riunificazione dei due comuni. “Con la fusione avremmo più soldi da Regione (500 mila euro l'anno per cinque anni ndr) e dallo Stato (altri centinaia di migliaia di euro” spiega. E per tre anni il nuovo Comune non dovrebbe neppure tener conto del patto di stabilità, senza limiti a quel punto sugli investimenti. Delle possibili prospettive verso il ritorno ad un comune unico mediceo, magari passando prima per un'unione di comuni - cinquant'anni dopo la divisione - si parlerà anche stasera nel corso di una tavola rotonda organizzata alla festa del Pd a Seano. Presenti tutti e due i sindaci di Carmignano e Poggio a Caiano ed una ricercatrice dell'Irpet. (w.f.)
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