Il Tirreno

Prato

«La tassa sui rifiuti va rivista e corretta» La furia dei negozi

Confcommercio dura per la situazione economica Inviata una lettera al Comune per chiedere un incontro

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PRATO. E’ un grido unanime quello dei commercianti della Confcommercio. E soprattutto trasversale a tutti i settori. «Dove sono questi progetti per le imprese di cui tanto si parla da mesi e mesi? Dove volete che andiamo a finire?» sono queste le domande che Molinari (pubblici esercizi), Matteucci (alimentaristi), Cortoni (abbigliamento), Lastrucci (albergatori), Nesti (terziario donna), Cocciardi (giovani imprenditori), Abbate (mediatori immobiliari), Grassi (agenti e rappresentanti), Venturi (fioristi), Becherucci (ferramenta), Carlone (panificatori), Tacconi (Vernio), Chiti (Carmignano), Agnolucci (Poggio a Caiano), Meoni (Montemurlo), Bottari e Seghetti rivolgono al Comune.

I vertici di Confcommercio Prato chiedono un incontro con le amministrazione e le istituzioni locali per prendere decisioni su alcuni provvedimenti che possono essere presi in modo rapido su Prato: «Non possiamo più aspettare - dichiara il presidente Molinari - se a livello nazionale Confcommercio sta lavorando in una certa direzione, noi, a livello locale, vogliamo supportare le nostre imprese in ogni modo possibile. Chiediamo pertanto un incontro con l'amministrazione locale affinchè si capiscano le reali esigenze delle imprese e si possano valutare insieme alcune agevolazioni per dare finalmente una boccata d'ossigeno ai nostri imprenditori».

Tra le richieste all'amministrazione, prima su tutte la rivalutazione sulla tassa sui rifiuti che è troppo onerosa per le aziende in ogni Comune della provincia pratese. «Obbligare le aziende ad avere, al proprio interno spazi destinati a spogliatoio, antibagno e ripostiglio e far pagare la tassa sui rifiuti su questi spazi è un onere troppo alto - sostiene Marco Meoni, presidente dei commercianti di Montemurlo - Non chiediamo di abolire la tassa su tali spazi, ma almeno l'amministrazione potrebbe predisporre una tariffa diversa rispetto a quella destinata ai laboratori».

Altra proposta avanzata è quella sul suolo pubblico esterno per i pubblici esercizi. Confcommercio chiede più flessibilità e semplificazione, in modo che tutti possano usufruire degli spazi esterni adiacenti ai locali per tavolini e sedie. E ancora, l'addizionale Irpef, la tassa sull'affissione, il regolamento sulle insegne e tutta quella burocrazia che disincentiva l'imprenditoria locale. «Siamo disponibili ed aperti ad un tavolo di lavoro con tutti gli enti, per realizzare un progetto che abbia l'obiettivo di crescita delle imprese».

«Se un'azienda è in crisi, i suoi dipendenti possono comunque accedere agli ammortizzatori sociali, alla cassa integrazione, alla disoccupazione, alla mobilità. Chi pensa invece agli imprenditori? Un imprenditore che chiude non ha sostegno da nessuno: solo una valanga di debiti a cui far fronte». Un paragone che esprime la disperazione dei piccoli commercianti e imprenditori locali che mangiare. Chi penserà a loro?»

E poi sulle dichiarazioni di Fassina. «L'evasione di sopravvivenza non va certo incoraggiata - dichiara il presidente Molinari - ma è indubbia la sua esistenza. Dobbiamo renderci conto che siamo una classe imprenditoriali senza aiuti: siamo d'accordo con Fassina quando parla di pressione fiscale insostenibile».

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