Il Tirreno

Prato

La città del Giglio continua ad affascinare poggesi e carmignanesi

di Eleonora Barbieri e Walter Fortini
La città del Giglio continua ad affascinare poggesi e carmignanesi

Cauti su quel che faranno gli abitanti dei due comuni del Montalbano non nascondono la simpatia per Firenze

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MONTALBANO. I cittadini dei due comuni medicei della Provincia pratese si interrogano sulla possibilità di entrare a far parte della città metropolitana di Firenze. Per loro, seppur con modalità diverse, una sorta di ritorno sotto il simbolo del giglio, abbandonato controvoglia oltre 20 anni fa, quando l'esito del referendum cittadino fu calpestato ed entrambi territori finirono sotto Prato.

IL FATTO: PRATO RIMANE PROVINCIA MA CON SCARSI POTERI

A Poggio la popolazione è combattuta. C'è chi scalpita per tornare sotto Firenze e chi si chiede sia poi così vantaggioso. Un commerciante, che vuole restare anonimo, mostra orgoglioso il vecchio codice di avviamento postale fiorentino impresso nel proprio indirizzo. Nessun dubbio sulla volontà di abbandonare la Provincia di Prato. Fedele alle proprie idee e coerente con le scelte passate anche Marco Cambi, figlio dell'ex sindaco Piero e una delle colonne dei Fratres medicei: «Al referendum votai no all'annessione a Prato a cui non mi sono mai sentito di appartenere per cui mi va benissimo tornare sotto Firenze, ma sopratutto sono contento di togliere qualche carrozzone che costa molto a noi cittadini». L'ex sindaco Silvano Gelli, invece è più moderato: «Non può essere solo un fatto emotivo. Per valutare il cambiamento dobbiamo capire le prospettive di medio e lungo periodo. Potrebbe essere vantaggioso essere vicino ad una grande città, ma si rischia anche di diventare la periferia dell'impero. Penso sia importante salvare la propria autonomia e dignità, ma credo anche che in tempo di crisi va ripensato il proliferare di piccoli enti.

Cauti, in attesa di capire qualcosa di più. Dopo il disegno di legge del governo che 'svuota' le Province e concede la possibilità ai comuni confinanti di unirsi alla città metropolitana, che qualche potere in più lo conserva, al quesito “Firenze sì o Firenze no” molti, a Carmignano, preferiscono prendere tempo. «Guardiamo come il provvedimento sarà applicato e poi valutiamo cosa fare», dice il consigliere comunale del Pdl Christian Salvadori. «E' evidente che il solo nome di Firenze ci potrebbe dare lustro, con ricadute importanti per il turismo. Ma c'è anche il rischio di diventare un quartiere di Firenze. E poi quante risorse avrà la Città metropolitana? E per i servizi ai cittadini? Recarsi a Prato è sicuramente più comodo». E lì gli uffici statali per ora rimarranno. «Il cuore è con Prato e il business potrebbe essere con Firenze» sintetizza perfettamente Alessandro Cocci, titolare della Borriana, che gestisce un agriturismo con camere ed appartamento, un ristorante e produce vino. «È una questione dibattuta e di non facile risposta – prosegue – perché se è vero che sui motori di ricerca si cerca più Firenze che Prato, il vantaggio alla fine potrebbe essere solo teorico. E comunque i soldi che abbiamo avuto da Prato per la promozione turistica difficilmente li avremmo potuti ricevere da Firenze».

Scettico Fabio Cintolesi, esponente del Movimento 5 stelle. «Rischia di essere un dibattito estivo sul nulla, su uno dei tanti provvedimenti estemporanei che poi non si sa cosa potranno diventare una volta approdati in aula».

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