Sicurezza
Soldi oggetto del disappunto di Silli
“Le dimissioni di Bettazzi sono una pagina triste della nostra città”. Dalle pagine di Facebook l'assessore all'integrazione Giorgio Silli ha voluto esprimere il suo disappunto per il sacrificio del...
“Le dimissioni di Bettazzi sono una pagina triste della nostra città”. Dalle pagine di Facebook l'assessore all'integrazione Giorgio Silli ha voluto esprimere il suo disappunto per il sacrificio del presidente del consiglio comunale. “Spero che siano state spontanee e che non ci siano state pressioni” aggiunge, aprendo per primo dei retropensieri su condizionamenti interni al Pdl. Nella nota pubblicata sul social network esprime disappunto più che nei confronti del consigliere, Leonardo Soldi – protagonista del braccio di ferro – verso un sistema che non esita a definire “malato”. A non andargli bene è stata la concatenazione fra l'avviso di garanzia per corruzione e il passo indietro imposto per far sopravvivere l'amministrazione Cenni: “Bettazzi ha ricevuto un avviso di garanzia, niente di più. A me non interessa che sia o meno colpevole, sebbene sia convinto che si tratti di un galantuomo. A me interessa sottolineare che l’onore è una cosa importante”. Per salvaguardarlo sarebbe stato disposto ad andare alla prova di forza, sfidando la sorte sull'approvazione del bilancio pur di far prevalere questo principio. Anche a costo di cadere. Se l'assessore non gli addossa tutta la responsabilità, ad affondare contro Soldi su Facebook sono gli stessi amici, che si sono dissociati dal suo comportamento sulla bacheca del consigliere: “Leo, i ricatti non ci piacciono. Hai votato sì a condizione delle dimissioni di Bettazzi, a casa mia si chiama ricatto” scrive Damiano Squilloni (ex Movimento Giovani Pratesi), seguito a ruota da Filippo Biagini Moretti. “Per voi è un ricatto, per me è una scelta” replica freddamente l'ex leghista. (Carlandrea Poli)
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