Attenzione
«Il cinema è vitale». Ma cade a pezzi
A Vaiano la storica sala Modena chiusa e danneggiata. Il proprietario, 83 anni, vuole mollare e chiede i danni al Comune
VAIANO. Alla crisi del cinema sia aggiungono anche i danni causati dai lavori in piazza primo Maggio e per la sistemazione dei locali che ospiteranno la cittadella della musica, un mix che potrebbe far chiudere definitivamente il cinema Modena. «Dallo scorso settembre – racconta Gilberto Bruni presidente dell' associazione melodrammatica Modena e socio di maggioranza - non abbiamo più potuto riaprire il cinema; i lavori nella piazza hanno impedito l'ingresso alla struttura. A questo danno va aggiunto quello delle piogge; quando gli edifici di proprietà del Comune che confinano con il cinema, sono stati scoperchiati con le prime piogge i nostri locali si sono allagati, è cascato un pezzo di controsoffito». Bruni si è rivolto a un avvocato per il risarcimento da parte dell'amministrazione, stimato intorno ai 20 mila euro, ma per ora non ha ottenuto risposta. «Oltre ai danni materiali – continua il proprietario del cinema – bisogna conteggiare il mancato incasso e le spese».
La crisi aveva già minacciato la sopravvivenza dell’unico cinematografo. «Sono finiti i tempi d'oro degli anni '80 – spiega Bruni – ora si andava in pareggio. Bisogna anche ricordare che l'amministrazione fino a quando non è stata risistemata la Villa al Mulinaccio ha usato almeno una decina di volte l'anno il cinema. Ora non possiamo più contare su questo piccolo introito».
Il Comune, quindi secondo Bruni è colpevole. Tesi assolutamente non condivisa dal sindaco Annalisa Marchi. «Se ci sono stati dei danni – spiega – si arriverà all’eventuale risarcimento. Per quanto riguardo il ruolo del cinema, ribadisco l’intenzione di farlo diventare un punto culturale vitale. Appoggeremo qualsiasi progetto per rivitalizzare la struttura».
Bruni sembra intenzionato a cedere la palazzina che è stata costruita nel 1904 con il contributo di 40 vaianesi riuniti nell'associazione Filodrammatica Modena. «Ho 83 anni – spiega – e vorrei riposarmi un po'. Purtroppo non è facile trovare un acquirente, ho anche proposto una sorta di cessazione gratuita, ma non ho trovato interessati. E l'amministrazione ha blindato la destinazione d'uso».
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