Il dolore
«Tutta la città gli sia grata»
Il primo cittadino: «Ha scelto da solo dopo giorni tormentati»
PRATO. «Penso che tutta la città dovrebbe essere grata a Bettazzi per il suo gesto».
Sono parole che Roberto Cenni avrebbe avuto piacere di pronunciare in aula, un secondo dopo la comunicazione del presidente dimissionario. Nel momento in cui chiede di intervenire, però, è Bettazzi a dichiarare chiusa la seduta. «Non sono stato io a chiederglielo, sarebbe stato improprio. Per lui sono stati giorni tormentati».
Il principio da difendere – in questo caso – è il rifiuto di ogni forzatura istituzionale. Per questo prende una volta di più la distanza dal miscuglio fatto in questa settimana fra la vicenda di Bettazzi e la prosecuzione dell'appoggio all'amministrazione.
Nonché fra la questione di fiducia verso la giunta e l'approvazione del bilancio: «Non si poteva farne un tema di contesa politica. Bocciarlo avrebbe significato fermare ogni spesa. In effetti, trattandosi di un preventivo la legge consente di poterlo aggiustare mediante le manovre d'assestamento. Quella è la sede per accogliere delle richieste di miglioramento».
Tirata d'orecchi sia a Soldi, che aveva legato Bettazzi e budget, sia agli Indipendenti intenzionati di dare la spallata alla giunta votando “no” alla manovra del Comune. Nella gratitudine per il gesto di generosità verso l'amministrazione, Cenni prova a rinnovare la difesa di Bettazzi per l'intermediazione fra Bcc e Asm: «In questi giorni – spiega – nessuno si è interrogato sulla qualità di quel lavoro». (c.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google