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Prato

il consigliere “scomodo”

Soldi si gusta il risultato «Ora sosterrò il bilancio»

Soldi si gusta il risultato «Ora sosterrò il bilancio»

PRATO. L'ex leghista Leonardo Soldi in 5 giorni porta a casa il risultato: lo scalpo del presidente del consiglio comunale, Maurizio Bettazzi. Prima ancora che cominciasse la riunione pomeridiana nel...

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PRATO. L'ex leghista Leonardo Soldi in 5 giorni porta a casa il risultato: lo scalpo del presidente del consiglio comunale, Maurizio Bettazzi. Prima ancora che cominciasse la riunione pomeridiana nel salone consiliare, nel pregustare la vittoria ammette però di non aver immaginato lo scorso sabato – nel firmare il comunicato, col quale condizionava il via libera al bilancio alle dimissioni del presidente d'assemblea – di poter mettere in pericolo la prima giunta di centrodestra della storia cittadina. «Non immaginavo di diventare determinante». Il fatto nuovo è stato mercoledì il ritiro della fiducia all'amministrazione da parte dei tre consiglieri del gruppo Indipendenti. Per non essere accomunato, per prima cosa marca le distanze dai toni da bocciatura completa dell'amministrazione di Banchelli, Gestri e Innaco: «A differenza loro credo che abbia operato al meglio in periodi di ristrettezze. I risultati sono migliori rispetto al passato». Sul nodo delle partecipate, però, le critiche sono simili. E non potrebbe essere diversamente: la crisi delle ultime 48 ore ruota attorno alla consulenza per Asm fatta da Bettazzi. Gli intrecci fra affari, società municipalizzate e politica che il centrodestra si era impegnato a spezzare: «Sono stati lesi i principi che reggono la ragione sociale della maggioranza. Del resto, nel mio mandato da consigliere comunale raramente mi sono occupato di altri temi di punta nell'agenda politica come l'immigrazione. Le mie battaglie sono state incentrate sulle partecipate. Penso ad esempio a parentopoli». La richiesta di un passo indietro viene reiterata, pari pari. La linea dell'inflessibilità va a meta da lì a poche ore. A mettere ancor di più con le spalle al muro la seconda carica cittadina è la chiamata in causa del resto dell'alleanza: «Non ritengo giusto che sia soltanto io a dovermene occupare. Tutta la maggioranza dovrebbe spingere per le dimissioni di Bettazzi, raccogliendo nel caso le firme per ottenere la revoca». I residui dubbi sulla remissione dell'incarico si dissolvono. Le dimissioni diventano immediate. Si ricompone così la frattura: «Rientro pienamente in maggioranza» prende atto, pochi minuti dopo l'annuncio ufficiale al termine della seduta.

Carlandrea Poli

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