Il Tirreno

Prato

Funzioni pubbliche per l’ex ospedale

di Giulia Stefanini

È la richiesta che emerge dal dibattito al Giardino Buonamici Tanti cittadini a confronto sul futuro del Misericordia e Dolce

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PRATO. È stato un segno tangibile di come partecipazione diretta e discussione condivisa vadano a braccetto su tematiche importanti legate al futuro. Il tema, d'altronde, è sentito: dopo il trasloco del vecchio ospedale, quale sarà il futuro dell'area ex Misericordia e Dolce di Prato?

Le idee si sono intrecciate per circa tre ore nel corso della serata organizzata dal Tirreno e dalla Provincia, l’altra sera al Giardino Buonamici con centinaia di persone e tanti interventi. Su tutte le proposte, è emersa con forza un'indicazione di fondo: l'area dell'ex ospedale deve mantenere una vocazione pubblica. E quindi, no alla creazione di centri commerciali o strutture residenziali. Sì, invece, a un parco urbano o a un polo oncologico di eccellenza o ancora a un luogo con funzioni polivalenti, ma che mantenga anche funzioni sanitarie.

Su una cosa tutti sono d’accordo: il futuro dell'area è strategico per la città. Tanto che su c'è chi ha definito questa scelta «la decisione più importante che prenderà Prato da qui ai prossimi 50 anni».

Il dibattito è stato introdotto dall'assessore alla Provincia Alessio Beltrame e dal responsabile della cronaca del Tirreno di Prato, Carlo Bartoli. C’era anche il nostro direttore Roberto Bernabò e il presidente della Provincia Lamberto Gestri.

Nel corso del dibattito è intervenuto il sindaco di Prato, Roberto Cenni, insieme a politici, rappresentanti delle associazioni, delle categorie economiche, degli ordini professionali e semplici cittadini. Beltrame ha detto: «Vogliamo trasferire i diritti edificatori di quest'area in un'altra zona con un'operazione di perequazione per mantenere la funzione pubblica del Misericordia e Dolce».

Il sindaco Cenni ha fatto presente che «ci sono degli indici definiti nel piano strutturale, ma non c'è ancora nessun progetto». E ha ricordato l'idea di realizzare un centro oncologico, che si è scontrata con le politiche della Regione. Infine, ha sottolineato che «quando si trasforma un edificio, bisogna che diventi qualcosa di vivo altrimenti cade nel degrado».

Tra gli interventi, quello di una commerciante, Mara Verbigrazia: «Massa vanta l'Ospedale Pediatrico Apuano , a Prato manca una struttura all'avanguardia». E un medico, Mauro Bianchi, ha incalzato: «A Prato mancano una breast unit e una radioterapia intra-operatoria». Ma tra i pratesi c’è chi, come Italia Nostra, vorrebbe un parco urbano e chi, come l’Ordine degli architetti, richiama la necessità di un progetto che parta dalle esigenze del centro storico.

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