Gioco
La sottosegretario Borletti Buitoni sarà a Prato per la querelle sui quadri
La rappresentante del governo Letta ha annunciato la sua presenza a Prato in occasione dell’inaugurazione della mostra “Da Donatello a Lippi” per assicurarsi che la “Madonna con Bambino” ora a Vicenza, sia regolarmente esposta
PRATO. La notizia è che la Banca popolare di Vicenza vuole trasferire nella sua sede storica di Palazzo Thiene una selezione - pregiatissima - di opere che facevano parte della collezione del Palazzo degli Alberti di Prato. La comunicazione, ufficiale, è arrivata attraverso una lettera protocollata inviata dalla Popolare di Vicenza e finita sulla scrivania della Soprintendenza dei Beni culturali di Firenze. Oggetto della missiva: cambio di destinazione dei capolavori del Cinquecento e Seicento fiorentino.
Questi pezzi facevano parte della collezione della Cassa di Risparmio di Prato fino al 2010, quando la Banca popolare di Vicenza acquistò la cassa pratese e, di conseguenza, inglobò la preziosa collezione.
Nel 2011 c'è stato il primo trasloco: la Popolare ha trasferito a Vicenza le tre opere "Il crocifisso con cimitero ebraico" di Giovanni Bellini - pezzo forte della collezione, stimato 10mila euro dal critico Vittorio Sgarbi - la "Coronazione di spine" del Caravaggio e la "Madonna col Bambino" di Filippo Lippi affinchè fossero esposte nell’ambito della mostra "Lippi, Bronzino, Caravaggio. Capolavori sacri e profani della Collezione Toscana della Banca Popolare di Vicenza". La mostra si è conclusa nello scorso mese di febbraio. Ma le opere sono ancora nella sede vicentina della Banca, nonostante un accordo - firmato tra l'assessore alla cultura Anna Beltrame e il direttore generale della Banca, area centro meridionale - sancisse il rientro, a Prato, dei capolavori rinascimentali.
Oggi la Banca vuole trasferire a Vicenza un ulteriore pezzo (che poi è il cuore) della galleria degli Alberti, smembrando - di fatto - la collezione. La questione è molto delicata e interseca la sensibilità artistica e culturale dei pratesi e i diritti che la Banca rivendica sulle opere, dopo averle (di fatto) acquistate.
Sarebbero quindi una ventina le opere in partenza per Vicenza (ma potrebbero essere molte di più, ndr), tra cui spiccano: "la fiducia in Dio", la scultura più pregiata di Lorenzo Bartolini, "il Ritratto di Isabella d'Este in guisa di Flora" di Giusto Sustermans, "il ritratto del cardinale Ferdinando I de' Medici" e "la Madonna assunta dona la cintola a San Tommaso" entrambi di Santi di Tito, "la carità" di Carlo Dolci e "l'angelo custode" della bottega di Dolci.
"Si tratta di una grossa perdita per la città di Prato - ha commentato, amareggiata, Cristina Gnoni, storica dell'Arte della Soprintendenza e curatrice della mostra in fase di allestimento a Prato "da Donatello a Lippi" - a cui assistiamo attoniti".
Prato si è sentita scippata della sua identità. E ha reagito. Compatta e decisa: ne sono nate proteste pubbliche, interrogazioni parlamentari, richieste di incontri. "Quelle opere rappresentano l'identità storica e culturale della città. E non vanno toccate". E' stato questo il messaggio che i pratesi hanno voluto inviare al presidente della Popolare Gianni Zonin.
Francesco Querci, capogruppo Udc in provincia, ha presentato un "question time" in consiglio provinciale per sollecitare il rientro dei capolavori a Prato. Il presidente dell'Unione industriali Andrea Cavicchi ha lanciato la sfida: "boicottiamo la popolare". Mentre due parlamentari toscani del Pd, la senatrice fiorentina Rosa Maria Di Giorgi e il deputato pratese Matteo Biffoni, hanno paragonato la Banca popolare di Vicenza ai conquistadores di Pizzarro. E' seguito l'affondo del presidente della Provincia Lamberto Gestri che ha definito arrogante il comportamento del presidente Zonin e ha invitato i pratesi a reagire. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha sottolineato "il rapporto di identificazione" che corre tra i pratesi e la collezione. "Rapporto che verrebbe meno se le opere venissero strappate dal loro contesto storico e culturale". Il presidente della Regione ha anche lanciato il messaggio di allestire un museo per quelle opere all’interno della nuova struttura che andrà a prendere il posto del vecchio ospedale Misericordia e Dolce. Infine l’annuncio da parte della coordinatrice politica regionale di Scelta civica, Lucia Livatino, che il 12 settembre prossimo, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Da Donatello a Lippi. Officine pratesi” la sottosegretario al Ministero per i Beni e le attività culturali, Ilaria Borletti Buitoni, sarà a Prato per assicurarsi che la “Madonna con Bambino” di Lippi, oggi a Vicenza, sia regolarmente esposta a Palazzo Pretorio, così come da precedenti accordi fra il Comune e la BpV.
Il Tirreno ha lanciato una raccolta firme sul sito per chiedere ai vertici della Banca Popolare di Vicenza di dare ascolto alle legittime richieste della città di Prato: sono 362 le firme raccolte sul database. E c'è ancora tempo per firmare.
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