Lutto
Prato, crisi di maggioranza, vertice in palazzo comunale. Cenni: "Così si va tutti a casa"
I tre consiglieri passano all'opposizione e lasciano il sindaco senza i voti sufficienti per approvare il bilancio."Ha tradito le promesse, chiediamo che si dimetta". Mazzoni: "Gli Indipendenti stanno riconsegnano la città nelle mani del centrosinistra"
“In caso di bocciatura del bilancio? Andremo tutti a casa”. Il sindaco Roberto Cenni non intende scendere a patti con gli Indipendenti per Prato, fuoriusciti dalla maggioranza in queste ore. Lo spiega a caldo, dopo aver appreso la decisione dei tre consiglieri comunali ex Pdl di togliergli la fiducia, promettendo il loro voto contrario al preventivo 2013. “Abbiamo presentato una proposta onesta. Se l’intento è ottenere delle migliorie il percorso sarebbe fattibile. Potremmo apportarle in sede di assestamento, ma se la decisione è di far cadere la giunta ne trarrò le conseguenze”. Ovvero, “dimissioni immediate” successivamente al disco rosso del consiglio comunale sul bilancio. “Non avrebbe senso ripresentarlo entro il 30 di settembre (scadenza ultima prevista dalla legge, ndr)”. Situazione incandescente che avrà uno sviluppo a breve: in palazzo comuna è stato convocato un vertice nel pomeriggio con il senatore e coordinatore provinciale Pdl Riccardo Mazzoni.
"Ci incontriamo per verificare in maniera seria - spiega Mazzoni - se esista o meno ancora una maggioranza che possa garantire il governo della città fino alla fine del mandato”. Situazione incadescente in Comune. “Consegnare la città al commissario prefettizio senza l’approvazione del bilancio - aggiunge Mazzoni - significa condannare la città all’immobilità per un anno. Si tratta di pura irresponsabilità. Gli INidpendenti hanno lavorato per riconsegnare la città nelle mani del centrosinistra”.
La maggioranza infatti da mercoledì mattina non esiste più. L'annuncio di Gianluca Banchelli, Luciano Gestri e Francesco Innaco, consiglieri del gruppo Indipendi per Prato, decreta l'avvio di una crisi politica per il Comune di Prato dagli esiti per niente scontati. I numeri per sostenere la giunta di Roberto Cenni non ci sono: con il passaggio dei tre indipendenti all'opposizione la giunta può contare solo su 20 voti compreso quello del sindaco, mentre sono 21 i voti complessivi dell'opposizione. Ciò significa che potrebbe mancare il margine per far approvare il bilancio, la cui discussione è prevista il 31 luglio.
Sullo strappo irreparabile degli Indipendenti l’idea di Cenni è di rispettare la correttezza istituzionale. “Arriverebbe un commissario e lavorerebbe – in assenza di un budget approvato – sull’ordinaria amministrazione. Si bloccherebbe tutto”. A suo avviso andrebbero disgiunte le due questioni: il sostegno all’azione della giunta e la manovra finanziaria dell’ente. “Se uno vuole togliere l’appoggio all’amministrazione presenti una mozione di sfiducia, ma non si usi il bilancio per una questione politica”.
"Il sindaco ha tradito il mandato elettorale - aveva detto Gianluca Banchelli - questa decisione andava presa molto fa, ma abbiamo fatto tutti i tentativi per convincerlo a cambiare rotta. La nostra decisione non è legata al Bettazzi gate (il presidente del Consiglio comunale, Maurizio Bettazzi, è indagato per corruzione), anche se la vicenda della consulenza ad Asm dimostra che il centrodestra in questi anni non ha cambiato le cose, ma si è sostituito in maniera molto maldestra al centrosinistra".
L'inizio del contrasto tra i tre consiglieri comunali degli Indipendenti e la giunta Cenni è cominciato in corrispondenza del congresso provinciale del Pdl. Luciano Gestri degli Indipendenti dice: "Avevamo il 42%, volevamo fare una battaglia per cambiare il rapporto tra un partito come il Pdl e la giunta, ma non è stato possibile. I motivi che ci portano a questo passo sono legati alla gestione delle partecipate, alla mancata realizzazione di housing sociale e all'aumento della spesa corrente in questi anni".
Sulla materia il capogruppo Francesco Innaco ricorda che nell'ultimo triennio la spesa è aumentata di 29 milioni di euro: "È un esempio del tradimento del mandato elettorale e del mancato mantenimento delle linee programmatiche". La richiesta diretta da parte dei tre consiglieri nei confronti del sindaco è di dimettersi: "Sarebbe più dignitoso se il sindaco ammettesse di non essere riuscito a mantenere le promesse". Banchelli aggiunge: "Non c'è alcuna possibilità di ricucire lo strappo, non torneremmo sui nostri passi neanche se Bettazzi si dimettesse".
Prima di loro aveva già lasciato la maggioranza Riccardo Bini (ex Futuro e Libertà). Anche l'ex leghista Leonardo Soldi ha minacciato di andarsene in caso di mancate dimissioni del presidente del Consiglio comunale Bettazzi.
Durissimo il richiamo del vice-sindaco Goffredo Borchi ai consiglieri fuoriusciti nel corso di questo mandato dalla coalizione di centrodestra (Banchelli, Bini, Gestri, Innaco): “Sono degli irresponsabili. Avevano messo la loro faccia alle elezioni ed erano stati trombati. Sono passati solo in virtù della vittoria di Cenni. Questo è il modo col quale ringraziano gli elettori”.
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