Gioco
Enrico Rossi scrive a Gianni Zonin: «Mettiamo i quadri nell’ex ospedale»
Tele contese a Prato, il presidente della Regione invia una lettera al presidente della Banca popolare di Vicenza e altre due al ministro della Cultura Braye al governatore del Veneto Luca Zaia
Tre lettere del presidente Enrico Rossi, indirizzate a Gianni Zonin presidente della Banca popolare di Vicenza, al ministro alla Cultura Massimo Bray e al governatore del Veneto Luca Zaia per cercare di sciogliere il nodo della collezione di Palazzo Alberti che sta prendendo il volo da Prato a Vicenza. Rossi tende una mano a Zonin e gli chiede di far tornare le opere già spedite a Prato, di collaborare per valorizzare la collezione, lanciando anche l’idea di una collocazione nel vecchio ospedale.
«Mi permetta di esprimere il mio più profondo rammarico per questo suo orientamento (l’intenzione di mantenere a Vicenza tre opere di Lippi, Bellini e Caravaggio e di trasferirne altre dieci del Seicento fiorentino, ndr) e proprio per questo di chiedere un suo ripensamento», si legge nella lettera di Rossi.
«Voglio invece richiamare - scrive Rossi - la sua sensibilità culturale affinché la collezione del Seicento Fiorentino mantenga la sua integrità e la sua diretta relazione con l'ambiente culturale in cui esse hanno avuto origine».
«Se vi fosse da parte sua la disponibilità a prendere in seria considerazione questa mia richiesta di mantenere le opere a Prato, la Regione Toscana sarebbe ben lieta di collaborare - anche economicamente - con la Banca Popolare di Vicenza per valorizzare la collezione, anche eventualmente trovando una sede di maggiore facilità di apertura al pubblico. Un'idea in tal senso potrebbe essere quella di adattare e allestire a tal fine la parte più antica dell'ex Ospedale di Prato».
Alla lettera se ne aggiungono altre due indirizzate al ministro Bray, «spero che condivida questo mio rammarico: le sarei grato se volesse far sentire l’opinione del ministero»; e al presidente Zaia, «so che sei attento ai problemi del territorio: se tu fossi nella mia situazione avresti lo stesso tipo di reazione».

LA LETTERA ORIGINALE
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